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"Votate come dico io o mi dimetto: storia che va avanti da troppo"

Le dimissioni del sindaco Gaffeo, dopo la mozione bocciata sul Tribunale, spiegate dalla Lista civica Menon

"Votate come dico io o mi dimetto: storia che va avanti da troppo"

I consiglieri della Lista civica Menon, all'indomani delle dimissioni del sindaco Edoardo Gaffeo, intervengono per "dare una spiegazione" ai "molti cittadini che ci chiedono cos’è successo nella notte tra giovedì e venerdì in consiglio comunale". "In quella lunga notte il consiglio comunale ha bocciato una mozione sul tribunale proposta dalle liste del sindaco e il giorno dopo il sindaco si è dimesso - spiegano - facciamo una premessa: all’opposizione siamo in 12, su 33 consiglieri in totale, quindi non possiamo decidere nulla. Cinque consiglieri del Pd in disaccordo col testo della mozione hanno votato come noi, quindi la mozione è stata bocciata 17 a 14, c’erano due assenti. La mozione metteva degli ostacoli sulla soluzione più centrale ove sistemare parte del nuovo Tribunale: l’ex Questura in vicolo Donatoni". "In pratica impediva di spostare lì il Tribunale se fossero state necessarie variazioni alle norme urbanistiche attuali. Sappiamo bene che demolire e ricostruire un fabbricato può comportare variazioni urbanistiche, perché bloccarle a prescindere ora?" si chiedono i consiglieri della Civica Menon.

"Perché bloccare l’ipotesi ex Questura? - proseguono - secondo i proponenti perché un palazzo più alto dell’esistente, anche di un piano in più, sarebbe uno sfregio al centro storico, uno 'scempio'. Secondo noi invece il motivo vero è un altro. Al sindaco e a chi ha votato sì, andava bene solamente l’altra ipotesi sul tavolo del ministero di Giustizia: quella proposta e caldeggiata proprio dal sindaco stesso al Ministero, cioè il tribunale alla ex Banca d’Italia di via Domenico Piva e nel palazzo della Provincia di viale Della Pace. Due sedi che il Ministero della Giustizia dovrebbe acquistare e riqualificare. Noi quattro della lista Menon, accogliamo favorevolmente qualsiasi ipotesi del Tribunale in centro e  abbiamo votato contro perché non vediamo quale sarebbe lo sfregio nell’andare in deroga alle norme attuali sull’ex Questura. Riteniamo del tutto fuori luogo parlare di “scempio” urbanistico, anzi non vediamo l’ora si rigeneri quel vicolo abbandonato, a cui il Comune per noi, dovrebbe aggiungere la zona limitrofa degli ex vigili del fuoco, per vedere finalmente vissuta una zona centralissima della città".

"Temiamo che tirare fuori delle 'canarine' come faceva la mozione, a 10 giorni dal tavolo con il Ministero, aumenti il rischio che il Ministero si stufi e acquisti un terreno libero, senza vincoli, chissà dove e costruisca un palazzo nuovo di zecca, ma fuori città - aggiungono - e quella sera abbiamo ripetuto 'non è il momento di dividersi su questa questione, ritirate la mozione'. Il sindaco sapeva benissimo, come lo sapevamo noi, come lo sapeva tutto il consiglio comunale che la mozione così com’era stata scritta non sarebbe stata approvata dalla maggioranza dell’aula, tutti abbiamo chiesto durante la seduta di ritirare la mozione o di emendarla. Ma il sindaco ha voluto comunque andare al voto. La mozione è stata bocciata e lui il giorno dopo si è dimesso".

"La questione del Tribunale non è mai stata portata in discussione in consiglio comunale dal sindaco in questi due anni, anzi le sue dichiarazioni, quando la minoranza voleva parlarne, sono sempre state che la decisione spetta ad altri - la considerazione finale della Lisca civica Menon - ci ricordiamo bene il comportamento del sindaco e delle sue liste quando a marzo la minoranza, grazie ad una norma nazionale, ha autoconvocato il consiglio per parlare del Tribunale con ospiti gli avvocati: le liste del sindaco hanno provato a far mancare il numero legale, per impedirne la discussione. Ora non ci si erga con ipocrisia a difensori della democrazia e del dialogo. Anzi con queste dimissioni si è dimostrato di essere allergici al dissenso, che invece è il sale della democrazia".

"A noi questo metodo non è mai piaciuto né con Bergamin e né ahinoi ora con Gaffeo - concludono - spesso abbiamo fatto proposte, siamo stati costruttivi, ma l’atteggiamento è lo stesso. Persino la nostra interrogazione sullo stato della caserma Silvestri, volta ad ottenere informazioni dal Demanio, che nessuno mai aveva chiesto, è stata firmata da tutti i gruppi a parte le liste del sindaco. Quasi come ci fossero tifoserie opposte che impediscono di dare spazio all’opposizione, pure se le idee sono buone. Il ritornello votate come dico io o mi dimetto, va avanti da parecchio tempo. Per esempio purtroppo all’epoca della nostra mozione sul consumo di suolo zero aveva funzionato, purtroppo questa maggioranza votò per 84 ettari di campagna da trasformare in edificabile, e ora, secondo voi, tanto rumore per un piano in più dell’ex Questura?".

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