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LA PROPOSTA

"Continui gravi incidenti in Polesine: la soluzione non sono i velox"

Il coordinamento polesano de Il Veneto che vogliamo fa una analisi della mobilità nel nostro territorio, e propone delle soluzioni

Inferno in Romea, tir ribaltato, code e incidenti a raffica

Foto d'archivio

26/07/2021 - 10:26

"Siamo il paese tra i meno green in Europa, dove in media tre quarti del trasporto merci terrestre viaggia su strada (76,4%) e meno di un quinto (17,4%) su ferrovia; la quota restante (6,2%) si muove attraverso vie d’acqua interne", comincia così l'intervento di Laura Bassi, coordinamento polesano Il Veneto che Vogliamo, che ripercorre poi gli ultimi incidenti avvenuti in Polesine. 

"21 Aprile 2021 : A13 – Rovigo/ Villamarzana,  Incidente fra tre tir. Autostrada chiusa per 6 ore; 10 Giugno 2021 : A13 – Villamarzana/ Occhiobello,  Tamponamento tra tir. Un deceduto; 18 Giugno 2021: Tir si rovescia sulla Romea. Traffico paralizzato in entrambe le direzioni; 23 Giugno 2021 : A13- Boara Pisani/ Monselice- Incidente tra tre tir e un auto. Un deceduto; 28 Giugno 2021: A13 – Occhiobello/ Villamarzana – Incidente tra tir e auto. Un deceduto. Sono alcuni degli incidenti più gravi degli ultimi mesi, verificatisi sulle maggiori arterie stradali che attraversano il Polesine, e dove, ogni giorno, transitano centinaia di tir, formando un corpo ininterrotto, un treno che invece di muoversi su rotaie si muove su gomma - spiega Laura Bassi - Sulle stesse strade ci muoviamo anche noi. Ogni giorno usciamo e prendiamo l’automobile per recarci al lavoro o per le tante necessità. Ci inseriamo nel flusso del trasporto e, soprattutto se dobbiamo percorrere tratti autostradali, ci ritroviamo immediatamente incanalati, chiusi fra un muro di tir alla destra e un guardrail alla sinistra. Si procede sperando che non capiti nulla, che non ci sia un incidente a bloccarci per tempo indefinito o di non essere a nostra volta coinvolti in un incidente. Il  ‘Si viaggiare’ di Lucio Battisti, quel ‘gentilmente, dolcemente viaggiare’ è  storia d’altri tempi. Noi non siamo in viaggio, siamo in trasporto, sempre meno piacevole, sempre più rischioso".

"Allora è arrivato il momento di mettersi in viaggio per pensare e realizzare una mobilità che abbia fra i suoi obiettivi:

1.      la sicurezza di chi si sposta, per lavoro, per studio, per piacere, per necessità;

2.      la riduzione delle emissioni e dei costi ambientali di una mobilità di merci e persone quasi esclusivamente su gomma;

3.      la riduzione dei costi  economici, dovuti al trasporto esclusivamente su gomma. 

4.      togliere persone e territori dalla condizione di marginalità ed isolamento, che si crea dove mancano i servizi pubblici di trasporto.

La mobilità di merci e persone non può essere affrontata pensandola esclusivamente come un allargamento di strade già esistenti o di costruzione di nuove strade, la terza corsia, la  nuova autostrada, la nuova tangenziale, la pedemontana, etc.
Manca, in questo approccio, la visione complessiva della gestione trasporto e, di conseguenza, la capacità stessa di indicare quel cambiamento di pensiero, indispensabile per realizzare gli obiettivi di cui sopra scriviamo".

"In altri Paese, quali la Germania, stanno già affrontando la necessità di trasferire su rotaia lo spostamento di molte merci, andando a ripristinare linee che, ahimè, anche lì erano state soppresse. Lo spostamento su rotaia è centrale, è un  tassello indispensabile in ogni ragionamento che riguarda la mobilità: molto semplicemente, è indispensabile per diminuire il traffico su gomma, per aumentare la sicurezza sulle strade, per ridurre l’impatto ambientale.  Anche il Polesine soffre della carenza, a volte una vera assenza, di strutture ferroviarie, sia per merci che per persone. Vogliamo riprendere alcune delle valutazioni che pochi mesi fa abbiamo fatto analizzando il PRRR del Veneto proprio relativamente ai trasporti e a come coinvolgevano il nostro territorio. Sono valutazioni che riguardano la mobilità su rotaia, su acqua, così come quella ciclabile. Accanto a queste valutazioni, si pone a nostro avviso anche un altro tema, poco affrontato, che riguarda la gestione della sicurezza sulle arterie stradali. Comunali, provinciali e statali.  Anche qui si intrecciano più aspetti, dalla manutenzione del fondo stradale, alle segnaletiche, così come alla presenza di un controllo dei comportamenti stradali che non si riduca alla presenza di autovelox per fare cassa. Occorre pensare e attuare strategie diverse di monitoraggio dei comportamenti stradali, con l’obiettivo di creare prevenzione, conoscenza delle regole e del rispetto delle regole, intercettando e disincentivando  i comportamenti pericolosi, che causano incidenti. Deve cambiare il ruolo delle istituzioni nel rapporto con i cittadini, spostandolo dal  quello di ‘batter cassa’ a quello di migliorare  la sicurezza attraverso maggiori  controlli e prevenzione".

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commenti 1
  • raffaello13

    27 Luglio 2021 - 19:07

    Ragionamenti semplicistici perchè i cittadini NON POSSONO usare ferrovie che NON Esistono! La popolazione è suddivisa in Centinaia di piccoli Comuni, mentre le Attività Economiche sono concentrate in Poli Industriali e nei Capoluogni ove vi sono miriadi di posti Statali e Commerciali. Da cui la necessità di Trasporto Privato Singolo per milioni di Persone, per poter Lavorare e non andare a spasso. Balla Colossale la transizione Ecologica da attuarsi Tout Court con quattro incentivi peer prodotti scarsamente efficaci ed Altamente inquinanti, come l'Auto Elettrica, che non inquina mentre consuma la batteria ma MOLTO quando la ricarica e finora solo con l'uso dei fossili, inoltre per raffiare il Rame dei Mot. Elettr. e Pc di controllo, il Litio scavato dai bambini nelle Miniere del Congo per le Batterie , i metalli Rari per i semi conduttori, la raffinazione del Silicio tutti richiedono un immenso consumo di Energia per muovere le Fabbriche in Cina, Loro usano Carbone e Petrolio, altro c

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