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IL CASO

Il Comune limita i murales, poi li fa

L’opera voluta dall’amministrazione, è borderline rispetto alle regole stabilite dall’Urbanistica

Il Comune limita i murales, poi li fa

15/09/2021 - 11:18

Il Comune di Rovigo e il settore Urbanistica approvano agli inizi di settembre un regolamento edilizio sulla street art e poi di fatto ci vanno in deroga, o comunque si autorizzano anche la deroga. Più di qualche addetto ai lavori ha notato che il murales che colora piazza Tien An Men sulla ex casa dei gatti, ora sede distaccata della polizia locale di Rovigo è in una zona “border line”. Si trova in un’area “reticolata”, ovvero all’interno di una zona con vincolo della Soprintendenza (le due Torri vi dicono niente?) e a questo proposito il recente regolamento entrato in vigore il 1 settembre pone delle regole stringenti.

“Nei centri storici le opere potranno essere realizzate solo in luoghi visibili esclusivamente da vie o piazze per le quali sia stato concluso negativamente l’iter di verifica di interesse culturale - si legge - oppure sia stato ottenuto parere favorevole da parte della Soprintendenza. In ogni caso non potranno interessare l’intera facciata degli edifici”.

La foto qui a fianco parla da sola, può piacere o no - non entriamo nel merito artistico - ma quanto meno è impattante. Quand’anche “l’iter di verifica dell’interesse culturale dell’edificio” che si erge all’ombra delle due Torri sia negativo, cioè non sia stato ravvisato interesse culturale nell’ex casa dei gatti per Rovigo o quand’anche la Soprintendenza sia stata chiamata a decidere e abbia dato parere favorevole, appare strano che il Comune che pone vincoli sul centro storico, poi a piacimento dell’amministrazione stessa, li supera. Non è opportuno. Non è “fair”.

C’è di più, il regolamento stesso dà pieni poteri agli uffici di negare autorizzazioni su muri ed edifici. “La realizzazione delle opere (murals eccetera) - si legge ancora - è vietata su tutti gli edifici vincolati o tutelati a qualsiasi livello, ferma restando la possibilità degli uffici di negare l’autorizzazione anche per immobili o altri spazi non vincolati”. In pratica un privato che decida di dare vita a un murales stando alle regole (cosa che per alcuni puristi della street art è una contraddizione in termini) è in mano ai pieni poteri degli “uffici”.

A Bologna i writers non si possono sbizzarrire sotto la torre degli Asinelli. A Rovigo nemmeno, in teoria. A meno che non ti chiami “amministrazione”.

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commenti 1
  • diduve

    16 Settembre 2021 - 00:12

    Basta sporcare i muri

    Rispondi

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