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Le Bcc chiedono norme adeguate

Liviero: “Abbiamo bisogno di criteri che si adattino alle nostre caratteristiche sociali ed economiche”.

Le Bcc chiedono norme adeguate

L’incontro di Padova fra i gruppi bancari e l’intervento di Lorenzo Liviero

14/05/2022 - 14:21

La Federazione del Nordest delle Banche di credito cooperativo scende in campo assieme a Federcasse nella battaglia legislativa, nazionale ed europea, per il diritto alla di proporzionalità e per l’adeguamento della normativa europea a favore delle banche di comunità con precise finalità mutualistiche dettate dalle norme italiane e di dimensioni ridotte.

Mercoledì scorso l’incontro a Padova tra i vertici di Federcasse-Federazione Italiana delle Banche di credito cooperativo e Casse Rurali (l'associazione di rappresentanza che tutela e promuove gli interessi delle Banche di credito cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen italiane e delle Società del sistema) e la neonata Federazione del Nordest delle Bcc, il nuovo organismo associativo di secondo livello che riunisce le 5 Bcc venete aderenti al Gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale Banca (Banca Adria Colli Euganei, Bvr Banche Venete Riunite di Schio, Banca Prealpi SanBiagio, Banca del Veneto Centrale di Longare e Cortina Banca di Cortina d’Ampezzo).

Il Presidente di Federcasse Augusto dell'Erba e il direttore generale Sergio Gatti hanno incontrato la dirigenza della Federazione del Nordest, tutti i direttori, vicedirettori e responsabili delle 5 banche riunite. Al centro dell’incontro la battaglia intrapresa a Roma e a livello comunitario da Federcasse e sostenuta anche con forza dalla Federazione del Nordest che contesta la scelta assunta dalla Commissione Europea nel 2013 di adottare la filosofia della “taglia unica per tutti” e propone di realizzare una “proporzionalità strutturale” a cominciare dal recepimento degli accordi di Basilea 3+ (pacchetto bancario 2021) in modo che prevedano semplificazioni per la banche di minori dimensioni. Mondo Bcc che, nonostante la crisi pandemica, nel 2021 ha retto l’urto con un aumento dello stock di impieghi netti di quasi il 6%, con un flusso di nuovi crediti oltre il breve termine che ha superato i 30 miliardi di euro, con moratorie deliberate per 342 mila euro per un importo superiore a 41 miliardi di euro e un utile netto di oltre 800 milioni di euro in linea con quelli registrati negli anni scorsi. Il quadro veneto è ancora più roseo con il numero di imprese attive stabile -0,3%, migliore però del dato nazionale, -0,6%, con un +4% di impieghi lordi relativi alle Bcc venete (contro il -0,8% dell’industria bancaria) e impieghi vivi al +5,4% (contro il -0,1% dell’industria bancaria).

“Le banche minori come le nostre, anche se aggregate, non possono pagare il prezzo, troppo alto, di regole semplificate e rigide che rispondono alle esigenze solo dei grandi gruppi bancari - queste le parole di Augusto dell'Erba presidente di Federcasse - Non è giusto che queste banche sopportino il peso di un aumento della burocrazia nella gestione del credito e di un aumento di costi di compliance. Per questo con il Consiglio nazionale di Federcasse stiamo lavorando per rendere la cornice europea in materia la più aderente possibile alle caratteristiche delle Bcc e per il riconoscimento del modello del Gruppo bancario cooperativo”. Il presidente di Federcasse sottolinea come sia necessario far comprendere ai regolatori nazionali ed europei che le banche di credito cooperativo restino banche di comunità, integrate in un gruppo caratterizzato come “cooperativo”, alle quali vanno date regole adeguate senza nulla intaccare della ulteriore stabilità conquistata negli ultimi anni. “Si tratta di rispettare proprio i principi di concorrenza. Omogeneità del sistema non significa omologazione e alterazione della concorrenza perché la ricchezza delle nostre banche, quello che rende anche democratico il sistema bancario, è proprio la biodiversità delle banche stesse, che può reggere anche su norme e approcci di supervisione differenziati, che tengano conto anche della morfologia dei territori e della struttura imprenditoriale collegata”.

Nel confronto tra Federcasse e la Federazione del Nordest il presidente della Federazione Lorenzo Liviero ha ricordato anche l’altro punto della battaglia che stanno combattendo assieme che è quella “dell’ingresso degli amministratori delle banche che siano adattabili anche per le piccole banche, altrimenti potranno entrare solo professori universitari o avvocati e non si arriverebbe ad un ricambio delle figure dei nostri consigli di amministrazione. Da parte nostra abbiamo bisogno di criteri che si adattino alle nostre caratteristiche sociali ed economiche, alla nostra base sociale che è molto diffusa, anche per un ricambio generazionale della classe dirigente. Ecco perché abbiamo in essere progetti rivolti in particolare alle scuole, perché vogliamo guardare al futuro con lo stesso fuoco cooperativo che arde da più di 100 anni, sviluppando progetti identitari per diffondere i nostri valori che, per giocare con le parole, valgono, soprattutto dopo la catastrofe delle Popolari. Non a caso ci stiamo candidando, assieme a tutto il mondo delle Bcc venete, per ricoprire questo spazio lasciato vuoto e per riaffermare un primato territoriale. Abbiamo infatti requisiti e caratteristiche tali da essere dei player bancari di intermediazione finanziaria all'altezza delle altre delle altre banche”. E ancora: “Non c’è in Veneto un’altra rappresentazione di un credito così democratico e trasparente come il credito cooperativo e la dimostrazione lo è anche la resilienza che abbiamo dimostrato soprattutto in questi anni difficili”

A seguire l’intervento del direttore generale di Federcasse Sergio Gatti: “In 696 comuni italiani c’è un’unica banca del territorio ed è una Bcc, 82 nel solo Veneto. Ecco perché abbiamo bisogno di essere aiutati e sostenuti anche a livello normativo, visto che siamo solo noi a resistere in molti territori. Solo per fare un esempio, le nostre quote di mercato nel finanziamento alle imprese del settore agricolo, artigiano e del turismo superano il 23%. Il che significa che un quarto del totale del credito italiano viene erogato dalle nostre banche”. Da qui la presentazione della proposta di modifica alla normativa europea, “riguardano la definizione classificatoria di ente a livello consolidato che poggia su caratteristiche qualitative e sul rafforzamento del vincolo di proporzionalità”.

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