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IL CASO

Radiata la dottoressa No Vax: ha lavorato a Rovigo

Ben prima di diventare "famosa" Barbara Balanzoni fu al centro di un caso all'ospedale di Rovigo, dove lavorava

Radiata la dottoressa No Vax: ha lavorato a Rovigo

Oggi la conoscono tutti, in tutta Italia e oltre, per le sue posizioni No Vax che le hanno procurato ampia fama e altrettanti problemi. Nel 2019, però. Barbara Balanzoni, medico originario di Crevalcore, specializzata in Anestesia e Rianimazione, iscritta all'albo di Venezia, ancora non era una star dei social, che però utilizzava con assiduità per esternare le proprie posizioni; già allora, i problemi non mancavano.

Nel 2019, infatti, lavorava in Polesine e, proprio quell'anno, fu al centro di un caso che ebbe ampia risonanza sulla stampa, locale e non solo: l'Ordine dei medici di Rovigo, infatti, prese posizione contro l'utilizzo di Facebook che Balanzoni avrebbe fatto per segnalare un presundo disservizio del Suem 118.

Nulla in confronto a quello che sarebbe avvenuto poi, ma comunque una vicenda della quale si parlò a lungo e che tanti, nell'azienda sanitaria del Polesine, ricordano piuttosto bene. Da tempo, Balanzoni non è più una professionista dell'Ulss 5. Ha comunque fatto scalpore la notizia della decisione dell'Ordine di medici di radiare Balanzoni.

"La dottoressa Balanzoni - spiegano le motivazioni della decisione - nel suo ruolo di medico ed abusando della credibilità che il suo status professionale le attribuiva ha assunto, con toni estremamente violenti ed aggressivi, una posizione di completo e totale rigetto di tutta la gestione pandemica, dalla campagna vaccinale all’utilizzo del green pass”, è una delle motivazioni inserite nel documento, datato 3 maggio 2022.

“La Commissione - prosegue l'Ordine di Venezia - ritiene molto grave il comportamento della collega che non ha semplicemente tentato di portare comuni cittadini al convincimento della sua posizione pseudo-scientifica senza tentare alcun confronto col mondo scientifico, ma ha millantato teorie che ad oggi non sono accreditate in alcun modo e screditato il lavoro dei colleghi che hanno scelto di rimanere nell’alveo della comunità scientifica, minacciandoli in tutti i modi di efferate ritorsioni”.

“Ha insultato senza alcun ritegno, usando frasi e parole volgari e scurrili. Ha dichiarato di curare le persone a casa ma non si è mai preoccupata di portare all’evidenza della comunità scientifica i risultati del suo lavoro. Ha scoraggiato le persone dal recarsi in ospedale. Ha minacciato in vario modo i colleghi e continua tuttora a farlo. Ha dichiarato di continuare a lavorare e prescrivere cure anti Covid anche dopo essere stata sospesa. Ha istigato i suoi sostenitori alla rivoluzione, ad armarsi e a manifestare avanti alla sede dell’Ordine. La dottoressa si è posta al di fuori della professione e da vera influencer ha istigato in ogni modo il dissenso popolare”. 

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