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Lettera alla Thyssenkrupp

Chiesto un confronto per capire le strategie aziendali ed evitare il taglio di oltre 400 lavoratori

Lettera alla Thyssenkrupp

La crisi Berco non si ferma. Da settimane alla fabbrica di Copparo, dove lavorano molti polesani, si susseguono giornate di sciopero. Ieri le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera a Thyssenkrupp per richiedere un confronto diretto con il management della capogruppo sulla grave crisi che sta colpendo il gruppo Berco. Dopo mesi di trattative senza aver ricevuto risposte concrete da parte del management italiano e con le criticità legate ai licenziamenti annunciati e alla riduzione dei salari, in un contesto già drammatico per i lavoratori, Fim, Fiom e Uilm chiedono “trasparenza e un piano chiaro per salvaguardare l'occupazione, il patrimonio industriale e il futuro delle tante famiglie coinvolte”.

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Ad oggi, sottolineano nella lettera inviata per conoscenza anche a Industri All Europe, “l'unica soluzione che il management italiano di Berco ha proposto, è quella di licenziare (per il momento) 400 lavoratori e ridurre a tutti il salario. È noto che i salari in Italia sono già i più bassi d’Europa, nonostante la contrattazione collettiva nazionale, figuriamoci come peggiorerebbero le condizioni delle famiglie che potrebbero essere colpite da un ulteriore drastico taglio".

"Ebbene, per poter chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori, nel caso in cui fossero necessari per mantenere il proprio posto di lavoro, sarebbe utile che il management spiegasse in trasparenza quello che è accaduto in Berco negli ultimi due anni, e individuasse le responsabilità di un crollo commerciale e produttivo così drammatico, soprattutto per non correre il rischio che possano ripetersi errori di gestione degli stabilimenti”. Nella lettera i sindacati chiedono anche “di affrontare le questioni inerenti la prospettiva del gruppo Berco e di individuare una strategia che possa salvaguardare un’importante realtà industriale italiana e tedesca, tutelando un enorme patrimonio di competenze e professionalità ed un’importantissima realtà economica del territorio”.

Fra le domande rivolte ai vertici del colosso tedesco: “Perché i volumi e ricavi si sono dimezzati rispetto al 2022? Quale sarà il nuovo assetto produttivo del sito di Copparo e Castelfranco Veneto? Quali sono le iniziative che Berco intende assumere in futuro per il sito di Castelfranco Veneto? È possibile avere il dettaglio degli investimenti complessivi dichiarati per singole aree aziendali?

Intanto venerdì è in programma un incontro pubblico al teatro di Copparo, e la prima udienza sulla vertenza sindacale. Il 24 marzo, invece l’incontro fra sindacati e dirigenza aziendale per cercare uno sbocco alla crisi e scongiurare il licenziamento di oltre 400 lavoratori. Oggi infine allo stabilimento doi Copparo continua la protesta con 4 ore di sciopero.

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