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Origami e magia del Sol Levante

I maestri dell’animazione, colonne sonore e colori hanno conquistato il pubblico del Sociale

Origami e magia del Sol Levante

I maestri dell’animazione, colonne sonore e colori hanno conquistato il pubblico del Sociale

Il fascino del Sol Levante non ha lasciato indenne Puccini e neppure i tanti artisti del fragoroso vortice orientalista di fine ottocento, quando il sentimento verso pagode, ciliegi in fiore e drammatiche vicende amorose, aveva ormai conquistato l’immaginario comune di gran parte degli italiani. Se un tempo erano le note di “un bel dì, vedremo” a infiammare i cuori, ora, a scalare le classifiche tra i giovanissimi, i nuovi fenomeni del k-pop, sugli acuti di “Golden”: un revival verso la cultura dell’estremo oriente che non lascia indifferenti orecchie e posizioni discografiche. E lo si è visto anche venerdì sera per la prima di “Origami”, l’omaggio al Giappone attraverso le colonne sonore e i fotogrammi dei maestri dell’animazione anime andato in scena sul palco del Sociale.

Il concerto, una produzione Let me see Experience con il sostegno di fondazione Cariparo e della collaborazione con Fondazione Rovigo Cultura, ha portato tra platea e palchi, sonorità di un mondo fatto di tradizioni e usanze, grazie ai brani suonati a due pianoforti e con una piccola ensemble composta da flauto, violino e violoncello. A incorniciare il buio della sala, la riproduzione di estratti e scene dai film più celebrati della cultura giapponese, tra i quali primeggia senz’altro l’opera artistica dello studio Ghibli, vera e propria industria del musico-visivo targata leoni e palme d’oro e applaudita internazionalmente. Tra i disegni, l’estro del maestro Miyazaki, con i suoi tratti di storie sociali, profonde, complesse e languide come la più alta espressione del bisogno di scoprirsi e affermarsi in una società in continua evoluzione, sullo sfondo dell’Hinomaru, quel sole rosso nipponico.

Ed ecco quindi il primo atto, diviso per tematiche e impressioni. Ad aprire la serata, l’accensione comandata dei tanti braccialetti luminosi, dati all’ingresso del foyer, agli spettatori: una costellazione di luci che hanno abbellito e rimbalzato gli impulsi musicali suonati sul palco. Tra il verde giada e l’azzurro candido delle nubi sopra la costa, lo spettacolo è proseguito alternando brani suonati da Stefano Leonardi e Francesco Morabito, al pianoforte, Chiara Impellizzeri, al violino, Maria Sole Feliciello, al violoncello e Adele de Guidi, al flauto. E ancora, il rosso dei tramonti, il rosa dei ciliegi in fiore, per finire con il blu intenso nella notte dei grattacieli mozzafiato delle grandi città dell’isola. Dopo l’intervallo, le colonne sonore de “Il castello errante di Howl”, il film d'animazione del 2004 scritto e diretto da Miyazaki, all’epoca in concorso alla 61esima Mostra del cinema di Venezia, nella quale si è aggiudicato l’Osella d'oro. E poi ancora, “Il mio vicino Totoro”, “Ponyo sulla scogliera”, “Princess Mononoke” e “La città incantata”. A sancire il gradimento, gli applausi dei tanti fan e scopritori presenti, insieme a un insolito bis al termine che ha fatto ri-accomodare tutti; per godersi l’ultimo briciolo di magia.

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