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LA STORIA

Dalla Bosnia alle nostre piazze: il micio ribelle divenuto star social

Per Rossini una vita urbana piena di avventure e tanto amore.

Dalla Bosnia alle nostre piazze: il micio ribelle divenuto star social

Non è facile raccontare Rossini, il gatto che ha trasformato le strade di Rovigo nel suo regno personale. Il micio inizialmente si chiamava Garfield, nome scelto quando fu adottato da Valentina. La sua storia però ha origini in Bosnia, dove una volontaria lo salvò da una casa distrutta dalle macerie e lo portò in Italia.

Rossini trovò in Valentina una famiglia accogliente, ma la vita domestica gli andava stretta. La strada, con le sue piazze, mercati ed eventi era il suo mondo. Non era raro vederlo in prima fila ad un udienza in tribunale, ad una conferenza stampa in Provincia o in Comune, accoccolato sulla slitta natalizia o ad un concerto jazz, ascoltando la musica, o sul palco della rassegna letteraria “Rovigoracconta”, accanto a Corrado Augias.

Rossini era ospite fisso delle librerie del centro, comodamente adagiato sui libri o profondamente addormentato su qualche poltroncina messa proprio per lui. Innumerevoli le volte in cui era stato avvistato mentre faceva lunghi pisolini nelle vetrine di una gioielleria del centro (che ormai gli aveva riservato un spazio tutto suo), o si godeva l’aperitivo in quale bar. Anima ribelle a volte aveva anche sfidato il protocollo durante manifestazioni istituzionali, passeggiando al centro della piazza con le forze dell’ordine. Grazie alla sua presenza costante, Rossini era diventato una vera e propria mascotte cittadina arrivando a ricevere la “nomina” di sindaco, a comparire sulla locandina ufficiale della fiera dell’Ottobre Rodigino e sul progetto di videomapping a Natale 2023.

I social, poi, lo aveva definitivamente consacrato: una pagina Facebook e una Instagram che contavano migliaia di follower, con immagini e aggiornamenti quotidiani sulle sue avventure. Quando spariva per qualche giorno, la rete di fan si mobilitava per segnalare ogni avvistamento, fino al suo ritorno. Non sono mancati episodi che hanno tenuto la città col fiato sospeso: è stato più volte protagonista delle cronache per le sue imprese spericolate. Nel 2017 era stato salvato dai vigili del fuoco dopo essere rimasto incastrato in un edificio in centro, e un’altra volta si era arrampicato sul tetto di una chiesa, richiedendo l’intervento dei soccorritori. Di recente, i fan si erano allarmati per una strana pettorina che aveva iniziato a indossare, conseguenza di una cura veterinaria per una dermatite, e la comunità era subito intervenuta sui social per rassicurare tutti.

 Sulla "Voce" in edicola domenica 15 febbraio quattro pagine speciali con le foto, la storia e le testimonianze sul gatto più amato della città.

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