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Treviso e la Nba: una lunga storia d'amore

Treviso e la Nba: una lunga storia d'amore

Photo by skeeze / Pixabay License

Negli ultimi anni la Nba, la lega di basket più importante del mondo, ha deciso di allargare i propri confini sia a livello sportivo che promozionale. Aumenta il numero di partite giocate ogni anno fuori dagli Usa, si moltiplicano i campi sparsi in ogni angolo del globo dove gli scout vanno in cerca dei talenti del domani, cresce la copertura televisiva. Un'espansione che ha toccato anche l'Italia e una città in particolare: Treviso. Sede dell’unico pre-draft NBA al di fuori degli Stati Uniti, l’Adidas Eurocamp, il capoluogo veneto ha una connection di lunga data con il basket americano. Andiamo a scoprirla.

 

Treviso, sia nell'era Benetton che nel nuovo corso De Longhi è stata la squadra che più di ogni altra ha avuto rapporti costanti con la NBA. Basti pensare che oltre 50 tra giocatori, allenatori e dirigenti sono partiti proprio dalla maglia verde per sbarcare nei professionisti americani a partire dal 1980.

 

Per parlare del rapporto tra la città del basket e la Lega non si può non partire da Maurizio Gherardini. General Manager della Benetton per quasi quindici anni, Gherardini è stato la mente dei successi nazionali e internazionali del periodo a cavallo tra la fine degli anni 90 e i primi 2000. Un'abilità dirigenziale che gli ha aperto le porte della Nba: prima nei Toronto Raptors nel 2006 e successivamente negli Oklahoma City Thunder. Ma soprattutto che gli ha dato la credibilità per organizzare l'Adidas Eurocamp NBA in Europa.

 

La lista dei giocatori transitati da Treviso prima di arrivare in Nba è lunghissima. I primi furono Vinny Del Negro e Toni Kukoç. Arrivati in Veneto a inizio anni 90', i due formarono la coppia d'oro che permise alla Benetton di conquistare il primo, storico, scudetto del 1992. Da lì le loro strade si divisero: il play italo-americano si accasò per due anni ai Sacramento Kings prima di passare per le successive sei stagioni ai San Antonio Spurs di Gregg Popovich. Il secondo lasciò l'Italia dopo aver portato la squadra alla finale di Coppa dei Campioni e sbarcò nei Bulls di Michael Jordan vincendo tre titoli e affermandosi come uno dei migliori sesti uomini della storia del gioco.

 

Inevitabile, poi, parlare di Andrea Bargnani, la più grande scoperta da scout di Maurizio Gherardini. Portato a Treviso dopo le giovanili nella Stella Azzurra Roma, il Mago esplose con la canotta della Benetton e nel 2006, dopo aver vinto lo scudetto, venne selezionato nel Draft da quei Toronto Raptors che stanno convincendo in questi playoff 2019, e che fecero di lui il primo europeo di sempre a essere scelto alla posizione numero uno.

 

Ultimo talento in ordine cronologico lanciato da Treviso nell'Nba Donatas Motiejunas, ala grande lituana chiamato dai Minnesota Timberwolves al numero venti del Draft 2011 e passato nell'ultimo mercato ai San Antonio Spurs.

Treviso è stata anche la patria di alcuni degli allenatori che hanno scritto pagine di Nba importanti negli ultimi anni. Il più importante, e forse il più conosciuto, è Mike D'Antoni. Coach della Benetton tra il 1994 e il 1997 e nella stagione 2001/2002 (due campionati conquistati), l'ex play di Milano ha rivoluzionato l'idea del gioco in velocità con i Phoenix Suns di Steve Nash, è stato eletto “Coach Of The Year" nel 2005, e sta guidando gli Houston Rockets a caccia del titolo. Una carriera che si augura anche Ettore Messina, ex tecnico dell'Italia, di Treviso e da molti anni assistente allenatore agli Spurs con buone prospettive di diventare head coach nella prossima stagione. Ultimo a fare il grande salto Veneto – Usa David Blatt. A lui il merito di aver portato l'ultimo Scudetto in casa Benetton (stagione 2005/2006) prima di allenare i Cleveland Cavaliers di LeBron James e arrivare a un passo dal titolo nel 2015.

 

Il rapporto tra Nba e la città veneta si è, se possibile, rinforzato nell'ultimo biennio. Nel 2018 è diventato un filo diretto con la decisione della Lega Professionistica americana di prendere in mano l'Adidas Eurocamp e di rinominarlo Nba Global Camp per controllarlo in prima persona. Dal raduno sono passati nelle precedenti edizioni fenomeni del calibro di Danilo Gallinari, Serge Ibaka e Nicolas Batum e lo scorso anno future stelle come il francese Adam Mokoka e gli australiani Dalton Callum e Alex Ducas.

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