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Giochi senza vincita in denaro: settore minacciato come quello del gioco d’azzardo

Giochi senza vincita in denaro: settore minacciato come quello del gioco d’azzardo

Portogruaro ha recentemente ospitato un evento organizzato dagli operatori del settore dei giochi senza vincita in denaro, per potersi confrontare sul tema della tutela del comparto e aprire un importante e necessario canale di dialogo con i rappresentati della politica locale ma anche con interlocutori internazionali.

Come sottolineato dalle associazioni degli imprenditori, sul mercato del gioco autorizzato italiano si stanno abbattendo una serie di provvedimenti che, motivati dalla lotta alle ludopatie, introducono limitazioni dell’offerta di gioco non supportate da solide basi scientifiche e che danneggiano gravemente settori economici legali che non solo producono ricchezza nel territorio ma che garantiscono anche migliaia di posti di lavoro.

Questa tendenza colpisce, anche se con forme e strumenti differenti, sia il gioco online che quello tradizionale, sia le forme di intrattenimento senza vincita in denaro che invece il vero e proprio gioco d’azzardo.

I casinò online, ad esempio, si trovano a dover affrontare un duro blocco della pubblicità che non solo renderà più difficile ai giocatori distinguere gli operatori legali da quelli non autorizzati, ma renderà meno accessibili strumenti come ad esempio la lista dei bonus senza deposito 2019 nei casinò online, una risorsa che consente ai giocatori italiani di scoprire come giocare senza spendere il proprio denaro.

Gli esercizi che ospitano slot tradizionali e videolottery sono, invece, sempre più spesso sottoposti a limitazioni dell’orario di funzionamento delle macchinette e al rispetto di distanze minime da luoghi considerati sensibili.

Il convegno “Sopravvivere alle Leggi regionali” ha visto la partecipazione di associazioni del settore ritrovatisi con l’intento di stabilire un canale di dialogo e confronto con i politici locali ed i rappresentati delle istituzioni, al fine di evitare situazioni come quelle già attive in altre regioni dove i giochi con ticket redemption sono stati vietati ai minori di 18 anni. Gli imprenditori hanno sottolineato che il tipo di intrattenimento offerto nei loro esercizi è rivolto alle famiglie e ai bambini e che le sale giochi sono non solo un luogo di socializzazione intergenerazionale ma anche una notevole attrazione per il turismo della riviera veneta. Vietare i giochi con ticket redemption ai minori significherebbe condannare alla chiusura decine di imprese e lasciare senza occupazione migliaia di persone. Ma non è solo questo quello che deve preoccupare, venendo a mancare opportunità di gioco socializzanti si rischia di spingere i giovanissimi sempre di più verso le consolle e quindi verso attività che isolano dagli altri.

L’esito dell’incontro è stato valutato positivamente dal presidente dell’associazione New Asgi Italia, che ha apprezzato l’apertura e la disponibilità al dialogo dimostrata dai politici veneti a conoscere ed ascoltare le ragioni di un comparto che si sente oggetto di pregiudizi indiscriminati.

La mancanza di basi scientifiche a supporto dell’idea che i giochi con ticket redemption siano l’anticamera della ludopatia era stata sottolineata anche Giovanni Mattia, Professore associato all’Università di Roma Tre, durante un intervento al convegno “Amusement, presunto colpevole. Un dibattito sull’equivoco” tenutosi a Rimini lo scorso marzo. Mattia aveva infatti sottolineato come non vi sia nessun collegamento, scientificamente documentato, tra i giochi di abilità presenti nelle sale giochi e lo sviluppo di una condizione di dipendenza. In assenza di basi scientifiche, sostengono gli operatori, escludere i minori da giochi di abilità come il flipper sembra davvero ingiustificato.

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