you reporter

Semi di marijuana e normative italiane: i limiti della legalità

Semi di marijuana e normative italiane: i limiti della legalità

02/05/2022 - 09:28

Il punto di vista legale in merito alla detenzione e alla coltivazione

Allo stato attuale delle cose, in Italia la legislazione in fatto di cannabis e derivati è ancora molto confusa.

La normativa italiana infatti ha provveduto a chiarire alcuni aspetti, senza mai affrontare la questione nella sua interezza.

Ciò che è sicuramente indubbio è il fatto che la cannabis sia una pianta dalle mille potenzialità, spesso però non fruibili in serenità a causa della condizione di illegalità che le è attribuita.

Partendo da questo presupposto, può non essere chiaro allora come ultimamente si siano potuti diffondere shop di semi fast flowering come SensorySeeds ed altri, che offrono la possibilità di acquistare diverse qualità di semi, oltre a quelli citati.

La ragione è molto semplice e la vedremo in seguito.

Qual è, per la legge, la differenza tra i semi e i fiori di marijuana?

Nonostante semi e fiori facciano parte della stessa pianta, esiste per la legge una differenza sostanziale tra i due, tanto da determinare una regolamentazione differente.

È noto che le infiorescenze della cannabis non siano considerate legali in Italia. Per quanto riguarda i semi, invece, è consentito acquistarli in negozi fisici o online che sono tutto fuorché illegali.

In cosa consiste dunque la differenza tra i semi e le cime?

La questione risale alla struttura biologica della pianta. La marijuana infatti contiene al suo interno tantissimi elementi, alcuni dei quali presenti in concentrazione maggiore rispetto ad altri. Tra questi troviamo il THC (tetraidrocannabinolo), che presenta delle proprietà particolari.

Tale costituente ha la capacità di indurre uno stato di euforia e di confusione spazio-temporale in chi lo assume. Ciò è dovuto alla sua appartenenza al ventaglio delle sostanze psicotrope, in grado cioè di intervenire sulla psiche, modificandone le percezioni.

Stando al D.P.R. 309/1990 infatti, questo tipo di principi attivi fa parte in tutto e per tutto delle sostanze stupefacenti vietate in Italia.

Parlando di semi invece, è appurato che non presentino alcuna traccia di THC, che si sviluppa infatti durante la crescita della cannabis. Ciò rende i semi di fatto molto diversi dalla pianta e soprattutto legali, a differenza di quest’ultima.

Questa quindi la differenza sostanziale, responsabile del diverso trattamento riservato.

Ricapitolando quindi, i semi di cannabis non possono essere considerati illegali in quanto privi di THC.

A questo punto si potrebbe dedurre che anche il loro utilizzo sia libero da restrizioni, ma in realtà non è così. Le limitazioni legali inerenti i semi di cannabis si concentrano sulla loro destinazione d’uso, più che sulla detenzione di per sé.

Per la legge italiana infatti gli scopi consentiti sono solo due: alimentare e collezionistico.

Cosa si intende con destinazione d’uso alimentare o collezionistica?

La normativa vigente in merito ai semi di cannabis non dà spazio a interpretazioni: nonostante la detenzione sia consentita, coltivazione e germinazione sono assolutamente vietate.

Grazie all’assenza del principio attivo drogante (il THC), i semi di marijuana sono da considerarsi come comuni a qualunque altro tipo di sementi. È molto facile infatti reperirli, sia fisicamente che online.

Ma che farne quindi se non si possono coltivare?

Come anticipato, la normativa prevede due utilizzi 

1.   alimentare: famosi per le loro proprietà nutritive, i semi di canapa sono utilizzati con successo nella preparazione di farine, di zuppe e come integratori alimentari in generale;

2.   collezionistico

A cosa si deve quindi la restrizione in fatto di coltivazione?

Come spiegato sopra, la pianta di cannabis non nasce completa di tutti i suoi principi attivi. Nella fase precedente alla germinazione, essa è priva di THC, che risulta essere l’unico elemento responsabile della sua classificazione come sostanza stupefacente.

Il tetraidrocannabinolo infatti si sviluppa di pari passo con la crescita della pianta vera e propria e risulta impossibile prevedere il contenuto di THC che un seme potrà avere come pianta adulta.

Il limite entro il quale il THC è tollerato dalla legge è dello 0.2%, sulla base del fatto che a questi livelli non è in grado di suscitare i noti effetti psicotropi.

A questo punto è facile capire le motivazioni dietro alle limitazioni in fatto di coltivazione dei semi di marijuana. Il rischio di non rientrare nei requisiti di legalità sarebbe troppo alto, per permettere la libera coltivazione della cannabis.

Per quanto riguarda l’Italia, la depenalizzazione sembra ancora lontana.

Per il momento però può essere interessante scoprire quali sono i principali tipi di semi in commercio, anche se solo per essere collezionati.

Quali tipi di semi di cannabis vanno per la maggiore?

I semi di canapa più venduti sono principalmente di 3 tipi: fast flowering seeds, autofiorenti e femminizzati.

Ma in base a cosa si differenziano?

1.   Fast flowering seeds: è il tipo di seme che offre la fioritura più rapida. Possono bastare 7 settimane per arrivare dalla germinazione al raccolto.

2.   Autofiorenti: a differenza degli altri, non dipendono dai tempi di esposizione alla luce solare per arrivare alla fioritura.

3.   Femminizzati: sono quelli che convengono in termini di resa. Questi semi generano quasi solo altre piante femmine, che sono le uniche a fiorire.

In ogni caso, se si acquistano semi di cannabis, è indispensabile accertarsi che dispongano delle certificazioni necessarie e assicurarsi di averle sempre a portata di mano, per non incorrere in spiacevoli sanzioni.

In conclusione

Insomma, la legislazione in merito all’acquisto di semi di cannabis è molto chiara nell’indicare quali siano i limiti imposti dalla legge.

Le uniche destinazioni d’uso previste per questo tipo di prodotti sono quella alimentare e quella collezionistica.

La coltivazione è dunque proibita dalla legge, a causa del meccanismo di sviluppo del THC della marijuana.

Se infatti allo stato di seme non contiene il tetraidrocannabinolo, questo farà capolino durante il processo di crescita della pianta, rendendola di fatto una sostanza stupefacente.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl