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"Progetto Vista", annata da ricordare

Triathlon

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Daniele Toffoli

12/10/2016 - 02:00

Quindici anni e... non sentirli. "Progetto Vista", prima tra le società polesane di triathlon a veder la luce - nell'ormai lontano 2002 - si appresta a tagliare l'importante traguardo dei tre lustri di vita. Daniele Toffoli, anima e motore di questo team, è oggi un imprenditore di successo che vanta un trascorso da atleta prima a dirigente (oltre che main sponsor) poi.



Come nasce la passione per questa disciplina?



"È stata una cosa fortuita e del tutto casuale, come spesso succede per i grandi amori, incluso quelli sportivi. A fine anni Novanta, nella sala d'attesa di un dentista, ho incontrato Leonardo Gagliardo, uno dei primi triathleti rodigini che conoscevo di vista. Chiaccherando del più e del meno, mi ha parlato anche del triathlon: io ho detto solo 'Bello, mi piacerebbe provare'. Da lì è partito tutto: lo sprint, l'olimpionico, persino il winter...".



Atleta ma poi anche dirigente...



"Sì, nel 2002 da quell'esperienza sul campo abbiamo dato vita a 'Progetto Vista': in questi 15 anni di attività che ci apprestiamo a compiere ne abbiamo fatto di strada. Parlare di tutti i successi sarebbe difficile anzi impossibile, è stato un periodo esaltante anche per ricordi extra sportivi come l'organizzazione dei campionati nazionale e regionale di duathlon e acquathlon ad Albarella".



Parliamo di questa stagione agonistica: quale bilancio.


"Sicuramente buona. Il primo posto ottenuto settimana scorsa nell'ultima prova stagionale da Scalabrini, coach che non disegna di cimentarsi in gara anche da atleta, ha solo coronato un'annata da ricordare. La cosa che da più soddisfazione, però, non sono tanto i risultati sul campo ma il gruppo che si è formato, la sua filosofia, il fatto che condivida la linea della qualità piuttosto che della quantità, per dirla facile del 'pochi ma buoni'. Se ho deciso di restare finora, e sarà così anche in futuro, lo devo ai ragazzi e all'amicizia che mi lega a Paolo (Scalabrini)".



La soddisfazione più grande di quest'anno?

"...nessun dubbio: l'esser uscito coi ragazzi sabato scorso in bici riuscendo a restare agganciato a loro che viaggiavano a oltre quaranta chilometri l'ora. Per loro un semplice e allenamento ma per me no, visto che non sono più un ragazzino...".



E il momento più nero?


"Per fortuna non ha a che vedere col team. Parlo della sentenza che ci ha dato torto in una controversia che ci vedeva opposti a un atleta di Pordenone per una vicenda del 2004. Dopo aver partecipato a una gara organizzata da noi, era salito, pur non autorizzato, su una banana di gomma trainata da un motoscafo cadendo e facendosi male a una spalla. Abbiamo già provveduto a ricorrere in appello e la cosa andrà ancora avanti ma non era mia successo prima in Italia: sono e siamo rimasti amareggiati per quanto successo allora ma soprattutto per questa sentenza, arrivata proprio alcuni mesi fa...".


Quali invece i prossimi obiettivi?

"Sicuramente riconfermare il gruppo in blocco, rinnovando totale fiducia nei ragazzi e nel nostro coach e pensando giusto solo a qualche innesto per renderci ancora più forti e competitivi. Poi una bella azione di restyling e maquillage sul look del team, parlo di maglie e dotazioni ma a tempo debito tutto sarà svelato...".



Cosa direbbe un giovane che volesse avvicinarsi a questa disciplina?

"Il triathlon è uno sport formativo, mentalmente parlando, perché forgia il carattere e insegna a soffrire e a capire i propri limiti. Spesso, come non manco di ricordare ai ragazzi, è la testa che comanda il corpo e non il contrario, come invece sarebbe facile pensare. La sofferenza che si prova con lo sforzo richiesto, che non è certo poca cosa, permette alla fine di vivere meglio la vita dando il giusto peso alle cose, proprio come la vita che spesso presenta il conto con prove anche non semplici. Che altro? È un po' come il rugby: vero, non esiste il concetto di squadra ma le affinità sullo spirito di sacrificio sono davvero molto simili. E poi, diciamolo, non ti annoi mai: puoi nuotare, correre e andare in bici. Tre sport in uno, ma quando mai ti ricapita?".

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