La presidente Sabina Avanzi ha riportato ai vertici il Volley Ariano. I tesserati sono in aumento e le atlete si sentono a casa loro nel palazzetto, un posto "speciale, intimo e accogliente".
Avanzi e sport. Un binomio inscindibile nel cuore del Delta, ad Ariano nel Polesine per la precisione. Il calcio ha conosciuto epoche gloriose fino all’Eccellenza e portato migliaia di persone al campo, la pallavolo è stata un’escalation incredibile di successi fino alla Serie B nazionale.
Dopo un anno “sabbatico”, dal 2010 Sabina Avanzi ha ripreso in mano le redini della società e ha portato, ancora una volta, la sua famiglia a capo di questo appassionante progetto sportivo.
Sabina, raccontaci di te e tracciamo un breve identikit per i nostri lettori.
“Sona nata nel ’70 e sono di Ariano. Sono sposata con Stefano e abbiamo due figlie, Margherita di 18 e Ludovica di 14 anni, che giocano entrambe. Ho giocato a pallavolo fino alla Serie C e all’’”epoca” il mio ruolo si chiamava universale, adesso è il libero. Nel 2009, pressata da altre mamme, ho contattato il mio ex allenatore Mauro Rocchi per riportare la pallavolo in paese. Dopo un anno sotto le ali dell’Adria, nell’estate del 2010 abbiamo maturato l’idea di staccarci e rifondare il Volley Ariano”.
Quanto è cresciuta la vostra società e attualmente quanti iscritti contate?
“Adesso siamo arrivati a circa una settantina di adesioni. In queste stagioni abbiamo vinto numerosi titoli in diverse categorie giovanili, levandoci parecchie soddisfazioni con diverse squadre. Quest’anno ci stiamo facendo un po’ desiderare. Comunque contiamo le seguenti formazioni: mini volley, Under 12, Under 13, Under 16, Under 18, Terza e Prima divisione, Serie D femminile”.
Nel 2015-2016 siete retrocesse dalla Serie C. Cos’è successo?
“Nel girone d’andata non abbiamo espresso il nostro potenziale, ci sono state alcune incomprensioni e un paio di ragazze se ne sono andate. Nel ritorno ci siamo riprese, ma i punti guadagnati non sono bastati ad evitare la retrocessione purtroppo”.
Quanto importante è scommettere sul vivaio?
“Le giovani sono la linfa e il nostro progetto parte indubbiamente da loro. Stiamo cercando di valorizzare al massimo le ragazzine. E’ bello vedere atlete, cresciute sempre qui, che ora militano in Prima divisione e Serie D”.
La crisi economica ha influito anche sullo sport. E’ vero?
“Certamente, non ci sono più numeri per portare avanti campionati di alti livelli. Adesso è tutta un’altra storia. Si cerca di badare con attenzione a tutte le spese, è difficile recuperare sponsorizzazioni. C’è un ridimensionamento, è importante proseguire senza grandi sfarzi”.
E il rapporto con gli allenatori dell’Ariano com’è? “E’ fondamentale confrontarsi e organizzare spesso riunioni, per risolvere eventuali incomprensioni o problemi. I tecnici hanno un compito molto delicato, perché è più difficile rapportarsi con i giovani di oggi, le dinamiche e le motivazioni sono diverse. Una volta, invece, bastava uno sguardo per capirsi”.
La vostra casa è il palazzetto dello sport.
“E’ stato recentemente ristrutturato, c’erano delle infiltrazioni dal tetto ed è stato sistemato nel 2016. Abbiamo ospitato il Trofeo delle province - Kinderiadi, manifestazione di interesse regionale che ha portato qui tanti talenti. Quando è gremito, può ospitate fino a 450 spettatori. Il nostro palazzetto è speciale, intimo e accogliente, siamo contenti di poterlo gestire assieme al calcio a cinque femminile e ringraziamo l’amministrazione comunale che ci ha permesso di usufruire della convenzione”.
E in agenda c’è un’altra bella novità sportiva. Vuoi parlarne?
“Nelle prossime settimane dovrebbero iniziare i lavori per un nuovo campo da beach volley. Questo permetterà alle atlete di giocare e divertirsi all’aperto sulla sabbia e di dare un po’ di ‘respiro’ al palazzetto. Mi sembra giusto avere un campo da beach nella terra che ha dato i natali alla campionessa azzurra Marta Menegatti”.
Oltre alla pallavolo, come società siete impegnati attivamente anche nel sociale?
“Dopo il terremoto di agosto che ha colpito Amatrice e il centro Italia, abbiamo proposto un triangolare di calcetto con la squadra femminile e una rappresentazione teatrale per reperire fondi e aiutare le persone terremotate. E’ andata bene, moltissime associazioni paesane hanno risposto e queste iniziative hanno sempre un bell’impatto sul territorio”.
Un sogno nel cassetto per il futuro?
“Segnapunti e arbitri associati: mi piacerebbe coinvolgere di più i giovani del paese anche in questi ruoli. Sono loro che dovrebbero portare nuove idee da sviluppare, ma non è facile”.
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