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L'anno nero del calcio rodigino

2017 di sport

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La fuga del Delta, l'illusione Città di Rovigo, il flop della Terza categoria.
E’ calato il sipario sul 2017 sportivo. Non solo gioie e successi, anzi. E’ stato un anno solare contraddistinto da cocenti delusioni e dalla perdita di persone importanti, maestri di sport e di vita.
Rugby Eccellenza Stagione 2016-2017. I campioni in carica della Femi Cz Rugby Rovigo Delta ripartono alla conquista del tricolore. I rossoblù chiudono la regular season al terzo posto. Nelle semifinali play off, i Bersaglieri ritrovano il Petrarca e vincono sia al Battaglini che in terra padovana. Si arriva alla sfida decisiva, all’ennesimo duello con i gialloneri di Brunello. Stavolta il Calvisano vendica il ko dell’anno precedente e il 27 maggio 2017 piega Rovigo con un perentorio 43-29, che consegna il titolo ai bresciani. Per i ragazzi di McDonnell continua la “maledizione” delle finali, allo stadio “San Michele” scorrono fiumi di lacrime tra i numerosi sostenitori rossoblù accorsi.
Calcio E’ un’estate shock per il club Vecchia Guardia Rovigo e non solo. Tutto comincia con l’addio del Delta allo stadio Gabrielli.

Finisce malissimo il rapporto tra la famiglia Visentini e l’amministrazione comunale di Rovigo, il sindaco Bergamin invita addirittura a “insultare i Visentini se li trovate per strada”. All’inizio la scelta del Delta sembra dovuta a motivazioni economiche, poi con il passare dei giorni si intuisce che i Visentini hanno deciso di tornare a Porto Tolle per le promesse non mantenute dal comune per i lavori allo stadio “Gabrielli”. Dopo settimane di incertezza, il Delta ottiene il via libera per il ritorno in patria e la Lega nazionale dilettanti concede il nulla osta per giocare le gare interne di Serie D allo stadio “Umberto Cavallari” di Porto Tolle.

Per il calcio rodigino, invece, comincia un tira e molla che si conclude nel peggiore dei modi. Arrivano imprenditori bresciani pronti a salvare il pallone in viale Tre Martiri. Viene creata in fretta e furia una nuova matricola, si scavalcano i vertici regionali, i nuovi dirigenti contattano addirittura Carlo Tavecchio per chiedere l’ammissione del Città di Rovigo, in un girone dispari, al campionato di Promozione.


Ma la Figc regionale respinge il desiderio del club, si riparte dalla Terza categoria, per i tifosi questa è l’ennesima umiliazione. Il progetto sembra proseguire con i migliori auspici e le solite dichiarazioni di facciata. Dopo poche settimane, tuttavia, alcuni giocatori, l’allenatore e il vice se ne vanno. Nel frattempo, anche i tifosi si allontanano dalla squadra e il manto erboso dello stadio “Gabrielli” è un disastro. Il Città di Rovigo chiude il girone d’andata con un imbarazzante terz’ultimo posto.
Volley Nel 2017 la pallavolo polesano perde un importantissimo punto di riferimento. Il Polesine piange Pietro Pantaleoni. Lo storico allenatore, purtroppo, si arrende a un male incurabile. Una terribile malattia che non lo aveva mai fermato, Pietro sosteneva e incitava le squadre anche in carrozzina dalla panchina. Ma il 29 agosto ci si sveglia con una notizia bruttissima: il coach non c’è più. Pantaleoni, assieme alla moglie Giuliana Perilli, faceva ormai parte della famiglia della Fruvit. Da oltre 20 anni guidava la squadra di Santa Maria Maddalena, con le sue competenze e il suo carisma la formazione è riuscita ad arrivare fino alla B1 di pallavolo. La Fruvit perde un pezzo di storia.


Sulla "Voce" di martedì 2 gennaio l'articolo completo.
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