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Azzi: "Nessuna trama contro Zambelli"

Il presidente dimissionario replica alle accuse: "Sono deluso e offeso".

Azzi: "Nessuna trama contro Zambelli"

20/11/2018 - 21:26

Le dichiarazioni di Zambelli mi hanno colpito e offeso. Come presidente ho sempre lavorato per il bene della Rugby Rovigo”. Dopo una settimana, Nicola Azzi rompe il silenzio per controbattere alle accuse del patron rossoblù e raccontare la sua versione dei fatti. “Sono deluso e frastornato - dichiara - non mi aspettavo che Zambelli consegnasse le dimissioni, una decisione che ha spinto me e gli altri consiglieri a fare lo stesso. Visto che il main sponsor ha qualcosa da rimproverarmi, ritengo di non essere la persona più adatta a portare avanti questo progetto”.

Il patron rossoblù, qualche giorno fa aveva motivato il suo gesto dichiarando di essersi trovato convocato in un cda con accordi già presi da tempo, ma notificatigli solo il giorno prima. A quanto pare, Zambelli non avrebbe gradito la convenzione stipulata con il comune sulla concessione dello stadio Battaglini, che coinvolge anche la Monti Junior.

“Ho sempre lavorato condividendo le decisioni con il cda - spiega invece Azzi - la convenzione è stata preparata da me e Giuseppe Favaretto inviando sempre i documenti a Zambelli già dallo scorso agosto. Se legge in quel documento una sorta di asservimento alla Monti si sbaglia: il suo scopo è organizzare in maniera congiunta la gestione dei campi tra le due società”.

Il presidente dimissionario smentisce anche le accuse di un complotto ai danni del patron rossoblù, avanzate proprio da Zambelli: “Forse sospetta il mio coinvolgimento in una trama oscura che non esiste - dichiara - Non sono mai stato tirato per la giacca da nessuno intenzionato a conquistare la Rugby Rovigo Delta”. Tra Azzi e Zambelli la frattura appare ormai insanabile. Ma anche all’interno dell’ex cda i rapporti sono molto tesi: “Ho ricevuto offese anche sul piano personale - rivela il presidente dimissionario - qualcuno ha sparso la voce che guadagno duemila euro al mese quando invece non percepisco nulla”.

“Io non ho mai lavorato per un guadagno o per lustro personale - afferma - ma perché ritengo la rugby Rovigo un patrimonio della città. Ho sempre cercato di smorzare le polemiche e di risolvere le situazioni lontano dai microfoni. Credo che il lavoro che ho fatto fino ad oggi sia un ottimo lavoro. Non abbiamo ottenuto tutto quello che speravamo di ottenere, ma sono convinto che è stato fatto molto, anche se molto rimane ancora da fare”.

“Se non sono la figura adatta per portare avanti questa società sono pronto a farmi da parte - conclude Azzi - se invece verrò riconfermato presidente continuerò alla lavorare nella stessa maniera in cui ho lavorato fino ad ora”.

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