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Boxe

Un pugno al pregiudizio

Per la prima volta un atleta con una protesi ha sfidato un normodotato.

24/11/2018 - 18:22

Una sfida lanciata dalla Pugilistica Rodigina lo scorso dicembre e la società, una delle più belle realtà del panorama sportivo della nostra città, è entrata letteralmente nella storia.  Lo scorso 18 novembre infatti Michele Brusaferro, 55 anni con una protesi ad un braccio, è entrato nel ring per disputare un incontro con un atleta normodotato portando a casa una medaglia d'argento.

Il palcoscenico è stato il Pala Santoro dove sono andati in scena i campionati italiani di Gym Boxe, incontri a contatto controllato, in una kermesse che ha visto la presenza di oltre duecento atleti provenienti di ogni parte dello stivale.
In quell'incontro valido per la Categoria Over, Michele Brusaferro ha sfidato Paolo Piromalli della società Gladiators Borglia e proprio in quel momento è stata scritto una pagina senza eguali nel mondo del pugilato visto che per la prima volta in assoluto un atleta con protesi ha combattuto contro un normodotato.

Una sfida quindi vinta dalla Pugilistica Rodigina come conferma lo stesso protagonista Michele Brusaferro: “Prima di salire sul ring ho percepito la grande responsabilità di portare avanti questa battaglia per tutti quelli che verranno in futuro. Ho salito quei tre gradini consapevole di scendere sul ring per una sfida al pregiudizio. E' vero, non è stato semplice arrivarci perché c'è voluto un anno di preparazione fatto di allenamenti intensi. Ma questo non è un risultato, è una partenza e non per Michele Brusaferro ma per lo sport. Io non mi sento un disabile come nessun disabile si sente tale ma è l'ambiente che lo circonda che lo fa sentire in questo modo. Quello che con la Pugilistica Rodigina abbiamo fatto è stato aprire una porta nella quale tutti devono entrare”.

Successivamente ha preso la parola Cristiano Castellacci, uno dei tre maestri insieme a Carlo Brancalion ed Enrico Pizzardo: “Quando si abbatte una barriera la si abbatte per tutti. Michele si è preparato come tutti gli altri atleti che sono in questa società, si è impegnato duramente per arrivare a quell'incontro storico. Questo è e sarà un esempio per i tanti 'Michele' e ci dovranno essere tante 'Pugilistiche Rodigine' che dovranno entrare dalla porta che siamo riusciti ad aprire, una porta che crea un passaggio per attraversare un muro fatto dai pregiudizi. Lo sport non ha colore o ideologia politica, deve essere accessibile a tutti”.

Tornando all'incontro tra Brusaferro e Piromalli, l'atleta rodigino afferma: “Finito il match il mio avversario mi ha abbracciato e tutta la Pugilistica Rodigina ha ricevuto i complimenti da parte di tanti altri pugili, segnale che questa è la strada giusta da percorrere”. Un risultato centrato ma è solo il punto di partenza affinché l'Italia, ancora anni luce indietro per quanto riguarda questo aspetto, inizi a cambiare rotta verso la strada aperta dalla società Pugilistica Rodigina e dall'atleta Michele Brusaferro.

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