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Il covid ammazza anche il calcio Borsea: ritirata la Terza categoria

Una decisione sofferta ma inevitabile

Il covid ammazza anche il calcio Borsea: ritirata la Terza categoria

La comunicazione, tramite mail, è partita questa mattina. Intestatario Polisportiva Borsea, già iscritta al campionato di Terza Categoria, destinatario Figc Rovigo e per conoscenza Figc Mestre. Oggetto: rinuncia al campionato di Terza categoria.
Così, dopo l’addio dell’Union San Martino, ora, ad alzare bandiera bianca, anche il club gialloblù presieduto da Roberto Albertini che lo scorso anno, tra l’entusiasmo generale aveva iscritto, per la prima volta, la squadra al campionato federale di Terza categoria. Campionato che aveva dato molte gioie alla squadra allenata da Paolo Monini, poi, a rovinare il sogno e a complicare la vita, di tutti, ci ha pensato il Coronavirus.

Ed è proprio l’incertezza generale, che, per quanto riguarda una prima squadra dilettantistica coinvolge inevitabilmente anche l’ambito lavorativo di ognuno dei giocatori, i tanti dubbi e i troppi se, che hanno fatto pendere la bilancia per i no, all’ultima riunione della società rodigina.

“Non è stata una decisione facile, e non mi vergogno dire che non ho ci ho dormito tutta la notte: mi sono passate per la testa un sacco di belle immagini, di quello che è stata l’esperienza della prima squadra lo scorso anno, fino al lockdown. Verrebbe facile parlare di sconfitta, quel che è certo, però, è che questa decisione deve indurre a qualche riflessione. Noi e il San Martino, credo, non saremo le uniche società a prendere questa decisione”.

Il calcio dilettantistico tra mascherine, gel igienizzante e distanziamento, non è più lo stesso. È inevitabile. Sicuramente muterà la concezione dello spogliatoio, non solo nel senso letterale del termine. Non si potrà vivere l’agitazione e la concentrazione prima della partita con tutti i compagni di squadra e nemmeno esultare o “fare gruppo” dopo il triplice fischio, tutti a distanza di un metro e ingressi scaglionati a turni. Si allungheranno i tempi di preparazione pre e post gara, divenendo non più condivisione, ma piuttosto un continuo turnover del “speriamo di essere il primo a fare la doccia”, soprattutto d’inverno. Docce che sono consentite soltanto a due metri di distanza tra i giocatori.

Cambierà anche il rapporto con l’arbitro, con l’appello che si svolgerà all’esterno degli spogliatoi e con il dilemma ancora da risolvere per chi andrà in panchina. Sarà diverso anche l’arrivo al campo. Prima della lunga attesa del proprio turno per cambiarsi, un delegato alla attuazione del protocollo, il cosiddetto DAP, dovrà occuparsi di misurare la temperatura di atleti, allenatori e dirigenti e raccogliere le singole autocertificazione, la cui valenza è di 14 giorni. Altro compito del DAP è di consegnare all’arbitro il documento che attesti l’avvenuta sanificazione dell’impianto sportivo. Ovviamente nell’impianto non dovranno mancare dispenser per gel igienizzante mani e dovrà essere sanificato il più possibile.
Insomma, tante preoccupazioni che hanno indotto ad alzare bandiera bianca alla prima squadra della Polisportiva Borsea, che dopo solo un anno, “tra i grandi”, a malincuore dice no e aspetta tempi migliori.

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