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CALCIO PROMOZIONE

Badia, più spada che fioretto

Pronti per la ripartenza

Badia, più spada che fioretto

Il Badia pronto alla ripartenza. Riprende, domenica 15 gennaio, il campionato di Promozione, dopo oltre un mese di stop invernale. Anche i biancazzurri di mister Nicola Cavazzana hanno lavorato sodo con quattro allenamenti alla settimana per preparare al meglio il rientro in campo fissato domenica prossima, in trasferta contro l’Abano; 90’ che sono uno scontro diretto per la salvezza.

I biancazzurri, nel frattempo, hanno anche giocato due amichevoli, rispettivamente contro Cerea ed Oppeano, ottenendo una vittoria e una sconfitta. Al termine del girone d’andata, il Badia aveva conquistato 14 punti in classifica, per una posizione nella graduatoria del girone C davvero poco tranquilla, nonostante molte squadre siano ancora molto vicine.

Il team manager della squadra, Enrico Mantoan, fa il punto della situazione: “La situazione dell’infermeria è buona. Abbiamo recuperato Ostojic, Gasparetto, Dal Martello, quasi del tutto anche Diagne, Rizzato, Pellizzari, Fantin. Al momento per noi il mercato è chiuso. Le prossime tre partite diranno molto in merito alla salvezza diretta, affrontiamo l’Abano fuori, il Limena in casa e il Loreo in trasferta. Lo staff dirigenziale è convinto che ci si può salvare senza passare per le forche dei play out. I giocatori hanno bisogno di essere un po’ rincuorati e ulteriormente motivati. Credo di poter dire che in assoluto serve più continuità cercando inoltre di essere positivi al massimo".

"In questo periodo, inoltre, abbiamo lavorato molto sulla fase difensiva, prendiamo troppi gol e la situazione va assolutamente migliorata. Per il resto riteniamo che va in campo chi è più forte, indipendentemente dall’età, a parte i fuori quota, chi ha più forza di volontà e ci mette più grinta. Oltre ciò credo di poter dire che, in generale, serve più concretezza per fare risultato, magari essere magari meno ‘belli’, ma portare casa i punti necessari. Abbiamo lavorato anche per far capire ai ragazzi tutto ciò e per sottolineare quanto sia determinante concretizzare di più. Insomma in un campionato difficile come il nostro, spesso e volentieri serve più la spada che il fioretto, ecco che la ‘cattiveria’ intesa come grinta agonistica diventa davvero indispensabile”.

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