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“Persone per bene prima che arbitri”

Un momento importante

“Persone per bene prima che arbitri”

uan Luca Sacchi ospite della sezione Aia di Rovigo e nell’occasione ha voluto mandare un messaggio molto chiaro ai suoi colleghi: “Siate arbitri, ma prima ancora persone per bene”.

Lo scorso lunedì si è tenuta la tanto attesa riunione tecnica obbligatoria della sezione Aia di Rovigo, che ha visto come ospite sorteggiato dal comitato nazionale l’arbitro Can Juan Luca Sacchi.

Designato per la sezione rodigina nell’ambito del consueto programma annuale di incontri, Sacchi - ufficialmente inserito nell’organico nazionale nel 2020, ma già debuttante in Serie A nel 2015 - si è dimostrato un relatore brillante, coinvolgente e capace di lasciare il segno nei tanti presenti.

Fin dall’apertura dell’incontro, Sacchi ha saputo creare un clima di grande empatia:

“Mettendo piede in questa sezione mi è sembrato di entrare nella mia. Qui ho amici, persone per me importanti. La parola ‘amicizia’ ha un valore profondo: circondatevi di persone, ma di amici abbiatene pochi, buoni e veri”.

Un messaggio forte, personale, che ha messo le basi per un discorso intenso, incentrato sul ruolo dell’arbitro non solo sul campo, ma soprattutto nella vita.

“Noi arbitri dobbiamo puntare prima di tutto a essere persone per bene. La crescita umana che la nostra associazione ci offre è un’opportunità preziosa per diventare adulti migliori”.

La riunione ha preso avvio con una toccante storia raccontata dallo stesso Sacchi, scelta non a caso per trasmettere una morale profonda; la necessità di credere nei propri mezzi e di rafforzare quotidianamente la propria consapevolezza.

“Il rigore lo vedono tutti. E’ tutto il resto, il ricamo della partita, che fa di un arbitro un grande direttore di gara. Un uomo forte”.

Il tema centrale della serata è stato “Quality of refereeing”, un approfondimento sul concetto di qualità nell’arbitraggio, intesa come la capacità di prendere decisioni efficaci e autorevoli, con equilibrio tra tecnica e gestione.

Sacchi ha sottolineato come un buon arbitro debba saper andare oltre il semplice controllo della gara, imparando a viverla intensamente, con mente lucida e istinto: “Non dobbiamo solo gestire, dobbiamo arbitrare. Informatevi, praticate, vivete di calcio”.

In un passaggio particolarmente applaudito, ha poi definito le tre caratteristiche fondamentali di un leader in campo: giustizia, credibilità e autenticità.

Ma ha anche voluto rassicurare i più giovani: “Sbagliate. Sbagliate ora che potete. Sentite il peso dell’errore, imparate da esso. Ogni caduta che sembra una fine è invece un’occasione. Non abbiate paura: lasciatevi guidare da mente e pancia”.

L’incontro si è concluso nei locali sezionali, dove i presenti hanno avuto modo di continuare il confronto con l’ospite in un clima più informale e conviviale. Una serata intensa, carica di ispirazione, che ha lasciato ai fischietti rodigini molto più di semplici nozioni tecniche: un insegnamento di vita, prima ancora che di arbitraggio.

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