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Adriese, una serie tv tragicomica

Clamoroso al ‘Bettinazzi’: ieri la contestazione dei tifosi ha portato alle dimissioni di Onofri

Adriese, una serie tv tragicomica

La telenovela Adriese si prepara a 'regalare' l'ennesimo colpo di scena. Stavolta, si spera, risolutivo. Con un clamoroso ritorno all’orizzonte: quello di Luciano Scantamburlo.

Sì, perché sembra incredibilmente al capolinea, dopo appena nove giorni, l'avventura da presidente di Massimiliano Onofri. Durante il rovente incontro di ieri al 'Bettinazzi' con la tifoseria granata, che alla presenza del sindaco di Adria Massimo Barbujani e del vice Federico Simoni l'ha duramente (ma civilmente) contestato, invocandone il passo indietro, l'imprenditore rodigino ha annunciato l’imminente addio, da formalizzare entro lunedì. Peraltro sempre ieri, sulla scrivania del patron, la cui (infelice) parabola da numero uno granata rischia di diventare la più veloce in 119 anni di storia, è pervenuto un documento (un verbale di assemblea dei soci) contenente la richiesta di dimissioni dello stesso Onofri e la nomina a nuovo presidente di Emanuele Mancin: una figura, a quanto sembra, riconducibile a Scantamburlo.

Il primo passo, dunque, verso un incredibile ritorno ai vertici del club del patron delle Cartiere del Polesine, ad appena nove giorni dal suo travagliato saluto. Evidentemente il quasi 89enne imprenditore, com'era nell'aria da qualche giorno, ha messo a fuoco l'imminente rischio di scomparsa dell'ultracentenario club, alla luce delle risorse non sufficienti di Onofri per sostenere la squadra in D. Il quale, nonostante i proclami delle scorse settimane di confermare la totalità di staff tecnico e societario 2024-25 (non mantenuti, visto che se ne sono andati tutti), aveva annunciato un paio di giorni fa una sfacciata retromarcia, con un progetto di giovani da affidare a mister Mario Loro (a questo punto tramontato).

La manovra ombra di Scantamburlo, però, dovrà essere ultimata a strettissimo giro, visto che giovedì scadono i termini di iscrizione alla D, con tutti gli oneri burocratici ed economici che ne conseguono.

Da valutare se coloro che hanno dato l'addio nei giorni scorsi, il ds Max Neri, mister Roberto Vecchiato, la segretaria Arianna Pozzato e il team manager Enrico Boscolo, rientreranno in questo probabile nuovo corso, assieme ai giocatori che ora sono in trattativa con altri club (ma, per ora, si è accasato solo Barzon all'Este). Di certo ci sarà il direttore tecnico e responsabile del vivaio (non ancora dimessosi) Nico Moretti, presente ieri e alla regia di questo disegno.

Surreale il pomeriggio di ieri. Circa 50 tifosi granata, una volta arrivato Barbujani ("Il presidente deve essere onesto e dire se ha o meno la capacità di gestire il club: io Onofri l’ho solo portato da Scantamburlo, nient’altro", le parole del sindaco), hanno chiesto conto ad Onofri dei programmi da lui esposti poche settimane fa di fronte a loro, ormai disattesi. "Ci erano state fatte certe promesse - il duro attacco dei tifosi - come la conferma della rosa, del mister, perfino una club house: niente è stato mantenuto, visto che giocatori e staff se ne sono andati e lei ha ingaggiato un allenatore di categoria inferiore. Non ci fidiamo più e non la vogliamo. L'Adriese siamo anche noi e ci sentiamo presi in giro. Si deve dimettere, altrimenti sarà sempre contestazione. Per rispetto della storia del club e di Sante Longato. Lei non ha né le competenze e né le risorse per fare la D: anzi, sappiamo che lei vuole soldi per il titolo sportivo della società”.

Le risposte poco convincenti del presidente (in evidente difficoltà), che ha accusato i giocatori di non essersi abbassati gli stipendi ("ma iscriverò la squadra e non cederò il titolo a Rovigo o Spal"), hanno scatenato cori e proteste, fino a quando Onofri ha comunicato il passo indietro. "Con questo clima non ne vale più la pena - la sua difesa - mi prendo 24 ore per esaminare il documento di Mancin col mio avvocato, poi lunedì cederò le quote e lo comunicherò ai tifosi". Che, con la loro vigorosa ‘spallata’, assieme al rinnovato interesse di Scantamburlo, hanno forse contribuito a salvare l’Adriese.

Ma perché allora l’ex presidente aveva ceduto ugualmente il club ad Onofri, nonostante evidenti foschi presagi di vecchia data? Dubbi espressi poco dopo anche dal vicesindaco Simoni. “Non ho mai assistito ad una situazione simile - dice il figlio dell’ex presidente granata Graziano - tanto meno a pochi giorni dal termine dell’iscrizione al campionato. E non ce l’ho assolutamente coi tifosi. Quasi la sceneggiatura di un film: surreale, un po’ horror e un po’ tragico. Spero solo che il finale sia all’altezza della storia dell’Adriese, anche se ad oggi sembra un Titanic che affonda. Il ritorno di Scantamburlo? È come spegnere la musica dopo che tutti sono andati via - chiude Simoni - forse tutti dovevano rifletterci meglio prima”.


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