VOCE
calcio serie d
07.07.2025 - 07:30
Sono ore sempre più drammatiche in casa Adriese, la cui sorte è davvero appesa ad un filo.
Già, perché oggi, a tre giorni dalla deadline per l’iscrizione al campionato di Serie D, stando a quanto da lui dichiarato venerdì durante il duro faccia a faccia coi tifosi, sarebbe attesa la formalizzazione delle dimissioni del presidente Massimiliano Onofri, da cui scaturirebbe (condizionale d’obbligo) il clamoroso ritorno (da valutare in quali forme, ad esempio una importante sponsorizzazione) di Luciano Scantamburlo attraverso un imprenditore di sua fiducia, Emanuele Mancin.
Sarebbe la "mossa del cavallo" del patron delle Cartiere del Polesine, a cui il mondo granata (specie il direttore tecnico Nico Moretti) lavorava da giorni sottotraccia nel tentativo di riprendersi la società e di ripresentare una compagine amministrativa e tecnica simile al 2024-25, seppur ridimensionata (ma diversi giocatori, in primis capitan Montin, resterebbero, forse pure il ds Neri e il tecnico Vecchiato).
C’è un però. Le annunciate dimissioni di Onofri (tramite la firma del documento del cda granata pervenutogli venerdì) non sarebbero ancora sicure al 100%, tanto che ieri l’imprenditore rodigino (irraggiungibile telefonicamente nel weekend, anche dal rappresentante della Gradinata Est Stefano Andreotti, con cui venerdì aveva stretto un accordo verbale) ha inviato una mail allo stesso Moretti, revocandogli l’incarico di direttore tecnico e impedendogli di parlare per nome e per conto dell’Adriese.
Insomma, la situazione è incandescente e, ad oggi, il cerino granata resta sempre nelle mani di Onofri: iscriverà il club ultracentenario in D, come aveva promesso, o lo farà brutalmente morire? Le sensazioni non sono positive, visto che in base a quanto percepito nell’incontro-scontro di venerdì i dubbi circa le possibilità (e volontà?) del presidente sono molti: basti pensare che al momento in società Onofri è solo (venerdì, come nel giorno del passaggio di proprietà, era affiancato dal fratello Riccardo e da un amico, entrambi senza ruoli ufficiali) e non dispone di una segreteria, con una moltitudine di incartamenti burocratici ed economici da ultimare entro le 17 di giovedì.
“Sei come Giampietro Manenti”, gli ha urlato venerdì più di un tifoso granata, alludendo alla surreale comparsa di questo imprenditore bresciano sulla scena della crisi societaria del Parma nel febbraio 2015, che acquisì il club per la cifra simbolica di 1 euro per poi abbandonarlo poco dopo, fino al suo fallimento.
“Per l’ennesima volta il signor Massimiliano Onofri ci ha presi in giro - il duro comunicato di una Gradinata Est Adria 1906 sul piede di guerra - lo invitiamo a rispondere al telefono, a contattarci il prima possibile e a mantenere le promesse fatte davanti a tutti da uomo quale non è. Domani (oggi ndr), al più tardi, ci dovrà essere il passaggio di proprietà della nostra beneamata Adriese. Ribadiamo ad Onofri che ad Adria non è persona gradita e lo invitiamo a lasciare immediatamente la presunta (facendo il verso al fatto che l’imprenditore non avrebbe mai inviato alla Figc i documenti inerenti al passaggio di proprietà ndr) presidenza della nostra ultracentenaria società. Il mondo è piccolo”.
In ogni caso, comunque finirà questa brutta vicenda, anche qualora Scantamburlo dovesse mai tornare presidente, è pesante in città l’amaro in bocca per come l’ex proprietà abbia gestito (malissimo) il passaggio del club. Legittimo voler cedere l’Adriese, ma perché farlo proprio ad una figura come Onofri, anche alla luce delle difficoltà con lui maturate ben presto nella trattativa? E perché ora questo presunto dietrofront in zona Cesarini? Onofri vorrà una sorta di ‘buonuscita’ per togliere il disturbo, come adombrato venerdì in alcuni dialoghi con i tifosi?
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