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“Così la scuola si fa conoscere”

L’Istituto di istruzione superiore Cipriani-Colombo di Adria si conferma una realtà educativa d’eccellenza

“Così la scuola si fa conoscere”

L’Istituto di istruzione superiore Cipriani-Colombo di Adria si conferma una realtà educativa d’eccellenza nel panorama scolastico polesano, capace di formare giovani operatori pronti a inserirsi nel mondo della ristorazione e del turismo. Un percorso che unisce studio, pratica e occasioni concrete di confronto con il pubblico, come dimostrato al Gran Galà del Riso a Porto Tolle, iniziativa che ha visto protagonisti gli studenti in un contesto formale e stimolante.

La dirigente Lorenza Fogagnolo sottolinea l’importanza di queste esperienze: “I ragazzi sono abituati a fare esercitazioni pratiche nei laboratori, ma vivere una serata con ospiti reali, con le difficoltà e le situazioni impreviste che possono capitare, accresce le loro competenze e la loro capacità di relazione. È un bagaglio professionale che li prepara al futuro lavoro”. Durante l’evento, gli studenti di sala, bar e vendita si sono occupati del servizio ai tavoli, mentre quelli del settore accoglienza hanno gestito l’ospitalità, l’assegnazione e l’accompagnamento degli invitati. Un contesto formale, nonostante l’ambientazione fieristica, che ha permesso agli allievi di cimentarsi con grandi numeri, impossibili da riprodurre in ambito scolastico.

“È un’occasione utile anche per il territorio – spiega Fogagnolo – perché la scuola si fa conoscere e i ragazzi comprendono il valore e le potenzialità locali”. Tema centrale è quello degli sbocchi professionali. Se in passato solo il 10% degli studenti proseguiva nella carriera, oggi i dati sono più incoraggianti. “La percentuale di impiego dopo il diploma si aggira intorno al 37% – precisa – e non sempre nel turismo. Alcuni cambiano percorso, altri ritornano con nuove competenze, magari dopo l’università o corsi specifici. È comunque un valore aggiunto, perché portano al settore conoscenze più ampie”. Il Polesine, con la sua vocazione allo slow tourism e all’enogastronomia, rappresenta il terreno ideale per lo sviluppo di queste professionalità. “Far conoscere le peculiarità turistiche ed enogastronomiche – conclude – significa valorizzare le nostre radici e rinnovarle. Solo così possiamo offrire prodotti e servizi sempre più vicini alle esigenze del visitatore moderno”.

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