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Gli arbitri si aprono al pubblico

Nuova iniziativa

Gli arbitri si aprono al pubblico

Nuova iniziativa della Federazione italiana rugby e della Lega italiana rugby che grazie alla disponibilità della Commissione nazionale arbitri prima di ogni match le dichiarazioni pre-partita del direttore di gara. Progetto che va ad aggiungersi al ritorno di “Zona Tmo”, il tutto per avvicinare il pubblico al mondo arbitrale.

Un progetto partito la scorsa settimana con Manuel Bottino, direttore di gara di Viadana-Mogliano Veneto, prima del match è stato intervistato per sentire come viveva il momento e come si era preparato al match insieme ai suoi collaboratori. E’ indubbiamente un’iniziativa innovativa e unica nel suo genere coi direttori di gara che offriranno agli appassionati e ai nuovi spettatori uno sguardo inedito sulle responsabilità, la preparazione e la tensione che precedono ogni match di alto livello.

Quindi il ritorno della rubrica “Zona Tmo” durante la quale il mercoledì, sui canali ufficiali della Lega italiana rugby, verranno analizzati alcuni episodi di gioco delle partite di serie A Elite e spiegate le decisioni prese dal direttore di gara. “E’ un percorso graduale - ha sottolineato Riccardo Bonaccorsi, coordinatore della commissione nazionale arbitri Fir - che mira a rendere il settore arbitrale sempre più proiettato verso l’esterno, perseguendo un cambiamento culturale verso la figura dell’arbitro. Siamo molto soddisfatti del riscontro che ‘Zona Tmo’ ha avuto nella scorsa stagione: ha mostrato quanto interesse e curiosità ci siano attorno alle decisioni arbitrali e al funzionamento del Tmo. L’opportunità di poterci presentare al grande pubblico, anche attraverso la vetrina televisiva e digitale, potrà accelerare questo processo di crescita, trasparenza e consapevolezza”.

Con queste due iniziative congiunte, Fir, Lega italiana rugby e Cna compiono un passo importante verso una nuova comunicazione sportiva, in cui anche la figura dell’arbitro diventa protagonista e interlocutore diretto con il pubblico, contribuendo a rafforzare il valore educativo, tecnico e culturale del rugby italiano.

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