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Ca’ Emo pazzo: passa ai rigori

Grande vittoria

Ca’ Emo pazzo: passa ai rigori

Milan-Liverpool 3-3? Macché: 20 anni dopo quella triste (per il mondo rossonero…) ma iconica finale di Champions League 2005, il Ca' Emo ripercorre le orme dei Reds e, sotto 0-3 a fine primo tempo contro la Polisportiva Real Terme (sedicesimi del Trofeo Regione di Seconda), si inventa una remontada clamorosa nella ripresa, prima pareggiando 3-3 e poi completando l’opera ai tiri di rigore col 7-6 finale.

Insomma, gli argentorossi di Nico Franchin regalano ai propri tifosi, presenti in massa alla Bocar Arena di Adria, una serata storica e dalle mille emozioni, disastrosa nei primi 45' ed epica nei successivi 45, perciò ancor più goduta vista la portata dell'impresa.

Così il Ca' Emo strappa il pass per gli ottavi (mercoledì 10 dicembre contro il Borgo Anguillara, campo da definire col sorteggio), tenendo vivo quel sogno accarezzato col secondo posto del 2021-22. Eppure dopo i primi minuti nessuno si sarebbe aspettato un tale esito thriller. Il Real Terme, secondo nel girone L e ancora imbattuto, legittima la sua compattezza andando subito in gol due volte in fotocopia: corner calciati benissimo da Braggié e testate vincenti prima di Ponchia (4’) e poi di Tosato (17’). 0-2. Il Ca' Emo è tramortito e il bolide vincente da fuori area di Ponchia al 19', che vale il provvisorio 0-3, sembra dichiarare la parola fine al match. Ma capitan Giulio Crepaldi e compagni non mollano e abbozzano una reazione, non concretizzata alla luce del gol annullato a Bellin e al contropiede sparato sul fondo da Carriero.

Il tè caldo bevuto negli spogliatoi, però, ha un effetto taumaturgico. Franchin getta nella mischia bomber Mazzucco e la pressione adriese cresce. 11’: Bellin su punizione pesca libero in area Cristian Crepaldi che insacca. 1-3. 20’: Bellin e Carriero lavorano un bel pallone sulla fascia sinistra e l’assist a Mazzucco è tanto al bacio quanto ben sfruttato sotto porta. 2-3. Ca’ Emo ‘on fire’, pubblico in delirio e Real Terme barcollante. Così il 3-3 è una conseguenza: 25’, ingenuo fallo in area a palla lontana su Mazzucco, freddo a siglare il rigore. Poi, ad eccezione di un tentativo alto del solito Mazzucco nel recupero, non succede altro. Dal dischetto sono glaciali gli adriesi Andrea Vianello, Mazzucco e Bellin, mentre Cristian Crepaldi si fa stoppare da Rossi; ruolino identico per i padovani, che sbagliano solo con Todde (alto). Si arriva al quinto rigore: Ceccon fa centro, Mancin con la mano di richiamo si trasforma in Milinkovic-Savic su Saggiorato.

E l’apoteosi argentorossa è completa. “Nel primo tempo, a causa della tensione, non eravamo noi - dice mister Franchin - ma all’intervallo ho detto ai ragazzi di salvare l’orgoglio, sebbene loro fossero molto forti in difesa. Invece nella ripresa la gara è cambiata a livello mentale e li abbiamo messi là col cuore, sfiorando anche la quarta rete. I rigori? Non riesco mai a vederli, ma sentivo i boati dei tifosi. È stata una serata indimenticabile, un’escalation incredibile di emozioni”.

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