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IL CASO

Coppa, pasticcio della Fir: passa il Viadana per la meta in più

Il clamoroso scivolone della Federazione che fa confusione sul regolamento. Rossoblù fuori dalla competizione.

Coppa, pasticcio della Fir: passa il Viadana per la meta in più

La Femi Cz termina qui il proprio cammino in Coppa Italia

La clamorosa svista della Federazione rugby. Può capitare a tutti un errore, pure a noi giornalisti che, quando capita la svista, abbiamo lo stomaco in subbuglio, a maggior ragione se lo “scivolone” riguarda un dato fondamentale per una cronaca sportiva relativa a una partita di una competizione, in questo caso la Coppa Italia di rugby maschile, in cui è prevista l’eliminazione, che sia ai gironi oppure nei turni successivi: per questo ci dispiace enormemente, e ci scusiamo con tutti i lettori che nell’edizione di oggi della “Voce” hanno letto erroneamente il passaggio ai barrage (una sorta di spareggio) per le semifinali da parte della Femi Cz Rovigo a discapito del Viadana.

La realtà, però, è un’altra. A staccare il pass sono i gialloneri mantovani, che dopo il 16-16 nel recupero della prima giornata giocato venerdì sera salgono sì a 11 punti in classifica, come i Bersaglieri, ma avendo fatto più mete nello scontro diretto (due, contro l’unica dei rossoblù) si assicurano il quarto e ultimo posto utile alla qualificazione, nonostante inizialmente si fosse vociferato che fosse la Femi Cz ad “esultare” per via della miglior differenza punti totale tra quelli realizzati e quelli subiti (il primo criterio che si guarda ad esempio nel calcio).

Già, inizialmente: noi ammettiamo l’errore e ci dispiace aver illuso una città che vive di rugby, ma la gaffe deriva dalla stessa Fir, che inizialmente ha comunicato a tutti i giornali, e alle due società, che la squadra qualificata era il Rovigo, salvo poi correggersi tardivamente (alle 23 di venerdì sera...) e scusarsi per il dato sbagliato, quando ormai le nostre pagine erano già andate in stampa e non ci si poteva porre rimedio.

E’ incomprensibile che una federazione non conosca i regolamenti di una sua competizione (ed anche le squadre stesse a dire il vero) e - soprattutto - che faccia rimanere in stallo due squadre, e tutto il mondo che gli gravita attorno, comunicando. poi, una informazione sbagliata. Se questo è professionismo...

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