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“Sono molto emozionato e carico”

Dopo l’esonero di mister Pedriali, il neo tecnico Busetto commenta l’opportunità di allenare l’Adriese

“Sono molto emozionato e carico”

“Sono molto emozionato e carico: l’opportunità di allenare l’Adriese rappresenta un bel fulmine a ciel sereno e farò di tutto per salvarla, gettandomi a capofitto in questa avventura da mister”. Mancherà (fisiologicamente) di esperienza ma non certo di entusiasmo il nuovo tecnico granata Emanuele Busetto, catapultato direttamente dal campo alla panchina dopo il fresco esonero di mister Massimo Pedriali.

Martedì il 33enne (ormai ex) difensore-centrocampista veneziano (uno dei tecnici più giovani della storia granata), tornato all’Adriese la scorsa estate dopo sei anni (da fine 2017 a fine 2019) con 11 presenze e 2 gol nel campionato in corso, ha diretto il primo allenamento, dando di fatto l’addio al calcio giocato. Pur consapevole del pizzico di scetticismo della tifoseria (a giudicare da alcuni commenti social) che accompagna questa scommessa decisa dal presidente Emanuele Mancin e dal dg Marco Perazzolo (del resto la squadra con Pedriali sembrava viva, pur con qualche limite dettato dall’organico) e travolto dal turbinio di emozioni delle ultime frenetiche ore (“non ero mai stato così subissato da telefonate”), Busetto ha un entusiasmo contagioso in vista del debutto di domenica, nella delicata trasferta di Campodarsego.

Busetto, quali sono le sue sensazioni?

“Si è trattata di una bella sorpresa, ne sono felice e orgoglioso. Quello di allenatore è un percorso che volevo intraprendere, infatti da qualche anno ho il patentino, ma stando bene fisicamente pensavo di giocare ancora. Invece è capitata l’opportunità e ho preso la palla al balzo. Altrove non avrei accettato: ma l’Adriese ormai è casa mia”.

Sarà allenatore-giocatore o solo mister?

“Al di là che sono infortunato, il mio ruolo definitivo sarà quello di tecnico. E, così, ho chiuso la mia carriera da calciatore, dopo 14 anni e oltre 400 gare in Serie D. Aggiungeremo un nuovo collaboratore nello staff, che resterà lo stesso (col vice Mantoan, il preparatore atletico Gardenghi e il mister dei portieri Tamiazzo, che precedentemente aveva sostituito Peluso ndr)”.

Come giudica la squadra?

“Premetto che mi dispiace per mister Pedriali, con cui avevo un buon rapporto. Ho fatto di tutto per portare punti alla squadra, tanto da aver giocato con un dito rotto contro il Bassano. Ma conosco l’ambiente granata e il valore dei ragazzi, la loro predisposizione al sacrificio. Insomma, ci possiamo salvare”.

Mercato?

“Col mio passaggio in panchina perdiamo giocoforza un giocatore e dovremo fare delle valutazioni. Ci sarà qualche ingresso e qualche partenza, ma senza stravolgere nulla”.

A quale allenatore si ispira?

“Ho avuto tanti bravi tecnici, cito Sebastiani, Tedino, Tiozzo e Parlato. Certo, voglio una squadra propositiva, tenendo presenti le necessità di essere solidi per fare punti e di dover lavorare in funzione dei giocatori a disposizione. Servirà aggressività su ogni pallone”.

Domenica si parte col Campodarsego.

“Sarà uno scontro diretto in zona playout molto strano, vista la nostra storia recente. Loro, al di là della classifica, hanno una squadra forte, ma ci prepareremo al massimo e battaglieremo”.

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