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Porto, tanto fumo e poco arrosto

Nonostante la rosa rivoluzionata, i gialloblù non cambiano copione e prendono un’imbarcata

Porto, tanto fumo e poco arrosto

Qualche viscerale tifoso del Porto chiama in causa la terna arbitrale (!) sulle 5 sberle confezionate ieri dal Castelnuovo, ma ci pensa il presidente Federico Duò a sgombrare il campo dai facili equivoci: “Quando perdi così non puoi dare molta colpa agli arbitri”.

Niente da fare. Neppure la rivoluzione natalizia riesce ad arginare un crollo sempre più verticale, con i veronesi che chiudono la pratica polesana già nel primo tempo. Un copione visto ormai troppe volte, che inizia a prendere forma al 5’ quando il troppo libero Gallo serve in piena area Quintarelli la cui doppia battuta è schermata da una maglia gialloblù. Ancora il numero 11 biancoverde (fuori portata per la difesa di casa) al tiro, però troppo strozzato per impensierire Bassi (6’), ma che poi fa suo un pallone prima che oltrepassi la linea di fondo e mette in mezzo con Odinelli che deve solo depositare in rete. Quindi lo 0-2 firmato in contropiede dallo stesso Quintarelli (imbeccato da Avesani) con giocatori e tifoseria locale a chiedere un presunto fuorigioco della punta, e a ruota lo 0-3; che nasce da una sua azione in velocità e relativo cross in area, stavolta per Gallo che da due passi non può fallire.

Ripresa che però fa ancora infuriare il Porto, perché Brewan (lanciato in percussione dopo appena 5’) viene fermato dalla bandierina dell’assistente Bonin per un offside che vede solo lui, con il ds Giulio Doni che perde la brocca e si straccia le vesti manco fosse Max Allegri. Con Chiriac che lo invita a rivestirsi negli spogliatoi. E il Castelnuovo che fa zittire il “Tonino Scabin”; rasoterra di giustezza di Tanaglia e a chiudere autorete di Nyobe. E non può bastare Shala che ciabatta altissimo da pochi passi (44’)…

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