VOCE
calcio serie d
05.01.2026 - 18:30
“Dico la verità: la Luparense ci ha surclassati su tutti i fronti, come mai era successo da quando alleno l’Adriese”. Non ha usato mezzi termini il tecnico granata Emanuele Busetto nel commentare il poker (4-0) rimediato domenica nella prima gara del 2026 e del ritorno, in quello che si è rivelato lo stop più fragoroso tra i 10 fin qui maturati in 18 gare di campionato. Sì, perché nonostante le difficoltà mai i granata erano crollati come domenica nella tana dei Lupi: da cui, probabilmente anche per via della scossa provocata dal terzo cambio di allenatore stagionale (in settimana era arrivato Nicola Zanini, vincitore del campionato 2024-25 con la Dolomiti Bellunesi), sono stati sbranati.
“Al di là che la Luparense sia una squadra forte e della scossa di Zanini - spiega Busetto nella sua disamina - mi dispiace perché, evidentemente, non sono riuscito a toccare le corde giuste nei ragazzi circa l’importanza della partita. Siamo mancati nella fame e nell’agonismo, fattori che questa squadra non può mai assolutamente lesinare. Se non applichiamo le nostre idee con una certa cattiveria e veemenza rischiamo di fare queste figure, come dimostrato dal pesante passivo finale. Episodi sfavorevoli, vedi i gol su calcio piazzato? Ci sono stati, ma non voglio alibi: abbiamo interpretato male la partita, che pure avevamo preparato molto bene”. Eppure un alibi grande come una casa l’Adriese lo avrebbe: le pesanti assenze per infortunio di “senatori” come Di Maira, Zanchetta, Frison e lo stesso Busetto (che non è stato rimpiazzato una volta passato in panchina), oltre a diversi giocatori debilitati dall’influenza (compreso Morelli in extremis). Così, una volta colpita a freddo nel primo tempo (i Lupi sono scappati sul 3-0 già al 38’), l’Adriese non ha avuto la forza di reagire, incassando pure il poker nella ripresa.
“Gli assenti sono tanti, inutile nasconderlo - alza le braccia il tecnico - peraltro durante la gara alcuni ragazzi mi hanno chiesto il cambio (Camerotto, Zuolo e Stalla ndr) e ci sono stati gli esordi del nuovo arrivato Nordio e degli Juniores Neodo e Albieri, a dare l’idea dell’emergenza. Ma non mi piace parlare di chi non c’è: anzi, nel momento di difficoltà tutti devono tirare fuori qualcosa in più e responsabilizzarsi. Ora bisogna reagire, io per primo, a partire da domenica col Legnago, ma senza assolutamente senza perdere l’entusiasmo. Anzi, voglio sottolinearlo: abbiamo sbagliato una partita e capito che certe cose non possono mai mancare, ma il lavoro fatto fin qui mi rende sereno e sono convinto che continuando col nostro percorso qualche soddisfazione ce la possiamo togliere”, chiude con grinta Busetto.
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