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Mancin studia il suo Porto Viro

Il neotecnico gialloblù cerca la quadra per centrare una missione (quasi) impossibile: la salvezza

Mancin studia il suo Porto Viro

“L’importante è che ci sia serenità”. E’ quello che ha chiesto Alessandro Mancin, chiudendo il suo primo post-partita da tecnico del Porto Viro. Anzi, da nuovo tecnico del Porto Viro. E forse il suo riferimento andava proprio alla settimana culminata con l’improvviso esonero di Riccardo Frasson, che inevitabilmente un po’ di scombussolamento all’interno del club gialloblù aveva portato.

Senza che se ne sentisse il bisogno, vista la bruttissima piega che stanno prendendo le cose. Certo, all’allenatore promosso direttamente sul campo dal settore giovanile la sosta è arrivata nel momento più opportuno; per infondere con maggior tempo a disposizione il suo credo calcistico, per sperimentare magari nuove soluzioni e per trovare l’undici che gli garantisca la migliore affidabilità. Svelando al contempo che il suo lavoro sarà improntato a varare un Porto Viro sull’asse del 4-3-3 e ben sapendo che avrà a disposizione tutto un girone di ritorno, per investire anche sul suo futuro.

Al netto del fatto che la dirigenza può già iniziare a programmare la Promozione del prossimo anno senza alcun assillo…di classifica, riuscire quello che a Luca Marangon e Riccardo Frasson non è riuscito (ovvero schiodarsi da quell’umiliante zero punti) potrebbe garantire a Mancin la conferma anche per la prossima stagione. Senza comunque mettere da parte il particolare che proprio Frasson è legato ai colori gialloblù pure per il campionato 2026/2027, con lo stesso direttore generale Teddy Crivellari che non ha chiuso le porte ad una sua futura richiamata alle armi.

Intanto, contro l’Euganea Cervarese Rovolon, l’ammirevole pubblico di casa ha fatto la conoscenza nel secondo tempo di un altro giocatore, arrivato con il mercato di riparazione. Tal Wesley Joe Lautone (e una vaga somiglianza con il Christopher Nkunku del Milan), entrato dopo appena 6’ della ripresa al posto di un Medon Shala che non ne aveva presa una là davanti. Leggerissimamente meglio il compagno di reparto Rayan Brewan; arruffone fino all’ennesima potenza, ma che almeno ha avuto il merito di scaldare la tifoseria gialloblù con un tiro a spiovere che non ha mancato di molto il bersaglio. Certo, servirà ben altro; anzi, servirà tutto per tentare di dare almeno un senso a questo campionato.

Domenica si riparte dal “Tonino Scabin” e arriva un Montecchio Maggiore che vorrà approfittare delle disgrazie polesane per rilanciarsi in chiave playoff, da cui i vicentini sono attualmente fuori. D’accordo; ci sono 22 (!) punti di differenza e basterebbe questo dato per chiuderla qua. Ma visto che si è soliti dire che il girone di ritorno è sempre pieno di incognite e sorprese, mai come stavolta vorremmo che fosse vero…

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