VOCE
la storia
23.01.2026 - 07:58
Nella settimana in cui la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 ha varcato anche il nostro territorio (martedì è passata con grande giubilo prima a Rovigo e poi ad Adria) e a quattordici giorni esatti dalla cerimonia inaugurale di queste Olimpiadi invernali “italiane”, un ragazzo rodigino aveva già avuto l’onore di vivere, addirittura in prima persona, il tradizionale e sbalorditivo passaggio della torcia tra le città di tutto il Paese, in una sorta di preambolo di quello che sarebbe accaduto a posteriori anche dalle nostre parti e portando, così, un pezzettino del capoluogo polesano a toccare da vicino in anticipo il “sacro fuoco sportivo”.
Stiamo parlando di Pietro Prendin, 26enne originario in realtà della frazione di Grignano Polesine, che domenica scorsa è stato selezionato come tedoforo nella tratta di Desenzano del Garda (Brescia), una delle “mini” tappe del percorso di giornata che si sarebbe concluso successivamente a Verona.
Pietro a stento trattiene le emozioni ripensando all’importante compito a cui ha dovuto assolvere: “Anche se la nomina mi era arrivata da agosto - spiega - tramite l’azienda in cui lavoro da un paio di anni e che è partner della kermesse olimpica, soltanto il giorno stesso dell’evento ti rendi conto di far parte di un qualcosa di grande, e lo testimonia il livello di organizzazione che c’è stato sia prima che dopo la manifestazione in sé. D’altronde stiamo parlando della più importante competizione sportiva a livello mondiale, e avere avuto l’onore di trasmetterne i suoi valori attraverso il passaggio della fiamma olimpica come una sorta di messaggero mi riempie il cuore di gioia. Per l’occasione erano presenti la mia ragazza Virginia, mio papà Riccardo, mia mamma Federica e mia sorella Anna che ringrazio e a cui dedico la riuscita di questa speciale occasione”.
“Mi ha fatto soprattutto piacere - conclude il tedoforo per un giorno - l’aver portato con me un pezzettino della città di Rovigo, che si merita più visibilità, e nello specifico alla mia Grignano, che ha letteralmente fatto parte del viaggio della fiamma”.
Caro Pietro, fisicamente tutta Rovigo non era con te, ma tu hai portato tutta Rovigo nell’Olimpo dello sport in vesti eccezionali. E magari in futuro, perché no, se si dovessero organizzare nuovamente delle Olimpiadi in Italia, chissà che la fiamma non illuminerà pure il Pavajon (il monumento iconico di Grignano, ndr).
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