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Dal mais alla quinoa <br/> Veneto tra innovazione e tradizione

Esposizione Universale

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06/10/2015 - 14:59

Non solo mais, frumento e soia, ma anche quinoa, amaranto, grano saraceno e teff, il microcereale senza glutine: tra le 110 mila aziende che coltivano i cereali tradizionali, si stanno affermando colture di nicchia, antiche e nuove, che fanno del Veneto uno dei presidi della diversità biologica e di sperimentazione di nuovi alimenti dietetici. Le novità della filiera sono state presentate a Expo 2015 dai tecnici di Veneto Agricoltura e del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, nell’ambito della settimana e dello spazio espositivo che Palazzo Italia riserva alla Regione Veneto e alle sue eccellenze agroalimentari.

Il Veneto continua, comunque, a mantenere ben salde le radici di una secolare tradizione di maiscoltura e polenta, difendendo alcuni ‘presidi’ di antiche e pregiate varietà: il ‘mais sponcio’ di Feltre, il Biancoperla, quasi scomparso tra gli anni Sessanta e Settanta e ora coltivato nel Vicentino, il mais Marano, coltivato nella fascia pedemontana della provincia berica. Di non meno antica e solida vocazione sono anche le aree vocate alla risicoltura, la Bassa Veronese, con il Vialone Nano, e il Delta del Po, con l’omonimo riso, entrambi prodotti a denominazione di origine protetta.

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