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Referendum sull'autonomia, ora il Veneto passa ai fatti

Regione

consiglio regionale referendum autonomia 2017 (5).

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, durante il consiglio

21/02/2017 - 23:54

Con 38 voti a favore (Lega Nord, Gruppo Zaia Presidente, Forza Italia, FdI-An, Mcr, SiamoVeneto, Veneto Civico, Lista Tosi, Veneto del fare, M5S) 8 astenuti (Pd Amp) e il solo voto contrario di Graziano Azzalin (Pd), la proposta di modifica legislativa che autorizza la Regione ad avviare in proprio le procedure per indire il referendum sull'autonomia regionale, anche prescindendo dall'abbinamento con una consultazione elettorale amministrativa o politica, nazionale o europea, è passata.



"Sul referendum va fatta chiarezza. Ai veneti dico che la casa dell'autonomia si costruisce partendo dalle fondamenta e le fondamenta sono la consultazione referendaria. Per la prima volta in Italia una regione utilizza lo strumento referendario nei confronti del governo, in uno spirito di leale collaborazione tra istituzioni" ha esordito il governatore del Veneto, Luca Zaia, martedì 21 febbraio in consiglio regionale aprendo il dibattito.



Il testo in aula è stato presentato dalla relatrice Sonia Brescacin (Gruppo Zaia Presidente) e dal controrelatore Stefano Fracasso (Pd). L'unico a votare contro il provvedimento Graziano Azzalin (Pd) che ha criticato fortemente il referendum “strumentale che deve servire unicamente per pagare la campagna elettorale del Presidente Zaia” mentre la “vera autonomia si può ottenere andando a trattare direttamente con il governo”.



Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord, dopo aver rammentato quali risultati importanti sono stati ottenuti dopo le consultazioni popolari nei Comuni che volevano passare sotto l’amministrazione delle Provincie autonome o il Friuli, “referendum che non sono stati inutili, visto che hanno sbloccato circa 720 milioni di contributi per i comuni di confine in dieci anni” ha ribadito che “allo stato italiano non interessa il nostro referendum. Lo stato ha paura del Referendum e noi non dobbiamo invece aver paura di sentire l’opinione e il parere dei cittadini: non si deve aver paura del voto popolare, non si deve sottovalutare la volontà dei cittadini ma soprattutto dobbiamo lavorare per il futuro e il bene del Veneto”.



Il servizio completo in edicola nella Voce di mercoledì 22 febbraio

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