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Profughi e criminalità, Zaia all'attacco: "Basta ipocrisie e buonismo"

Immigrazione

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21/03/2017 - 16:50

di Luca Crepaldi

Immigrazione e criminalità: il Presidente del Veneto Luca Zaia lancia l'allarme su un legame sempre più stretto tra i due fenomeni che attanagliano la regione.



“Se è vero, com'è vero, che non tutti gli immigrati sono malfattori - afferma il governatore - è altrettanto vero che, più ne arrivano, più si alza la quota dei delinquenti. I segnali sono inquietanti e univoci".



Ad allarmare il governatore è l'aumento del numero di reati commessi da quegli stranieri che sono venuti in Italia non per fuggire dalla fame, dalla guerra o da altre calamità, ma per delinquere senza conseguenze. "Hanno capito - sostiene infatti Zaia - che l’Italia è il ventre molle del mondo intero e che pagare per un reato commesso è purtroppo l’eccezione che conferma la regola”.



Prima di indicare modelli virtuosi e Prefetture efficienti, secondo il governatore, sarebbe bene osservare a fondo realtà come Cona, Bagnoli, Agna, Treviso o Mestre, dove le abitudini quotidiane dei cittadini hanno risentito della minaccia rappresentata dall'alto numero di immigrati, che spesso chiedono l'elemosina anche in modo aggressivo o spacciano droga.



“Tutto questo – conclude Zaia – grazie all’ipocrisia buonista italiana e al razzismo istituzionale europeo. Di mezzo ci siamo noi, c’è la brava gente, ci sono le donne che devono guardarsi le spalle sempre più spesso, i ragazzini tirati dentro nella droga nei parchi, ed è una ferita per uno Stato che voglia essere degno di chiamarsi tale”.


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