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Pistole, fucili e carabine: stroncato enorme traffico di armi

Al confine con il Polesine

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30/03/2017 - 23:59

Fra Stanghella e Conselve, a due passi dal Polesine, avevano messo in piedi un giro di armi da far paura.

Armi "riciclate" da un deposito militare di Padova e che, una volta sistemate, finivano sul mercato nero gestito dalla malavita sarda.

Nelle intercettazioni si parla 40/50 pistole vendute ogni mese, al punto da preoccupare anche i vertici del banditismo dell'isola.

Protagonista il vigile del fuoco Renato Bazzan (comandante del distaccamento di Este), residente a Conselve, il figlio Willy, e Paolo Paris, residente a Stanghella. Loro, insieme al sottufficiale dell'esercito Giuseppe Mattei di Cadoneghe, erano il fulcro del traffico. Ma dalle indagini svolte - recita l’ordinanza di custodia cautelare a carico dei quattro - emergono gravi indizi che il carabiniere del quale si parla nelle intercettazioni come "amico" di Bazzan, sia un brigadiere di Conselve.


Mattei, di Cadoneghe e Paolo Paris di Stanghella, lavorano al Ce.Ri.Mant dell'esercito, da dove prelevavano le armi e le consegnano a Bazzan che, se si trattava di armi complete, si limitava ad alterarne il numero di matricola, se invece si trattava di parti di arma, le assemblava in modo da ottenerne di nuove. Le armi così alterate o ricostruite venivano poi passate al "giro" deio sardi.

Fra le armi trafugate finite in mano a chissà chi, anche fucili (pagati 3mila euro l'uno) ma anche carabine calibro 22 e le pistole Berretta in dotazione agli ufficiali dell'esercito.

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