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Le agghiaccianti intercettazioni del parroco accusato di pedofilia

Il processo

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Foto d'archivio

29/09/2017 - 17:48

Questa è la storia di don N., parroco in un centro della bassa padovana a pochi chilometri dal Polesine.



Don N. è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un ragazzo che all'epoca dei fatti aveva poco più di 15 anni. E ora rischia una condanna a 40 mesi di carcere. Questa la pena che il pm ha chiesto per il sacerdote, immediatamente spostato dalla parrocchia che reggeva ed ora ospite di una comunità.



La svolta è arrivata quando il giudice per le udienze prelimiari ha dato parere favorevole all’utilizzo delle intercettazioni effettuate nel corso delle indagini: telefonate tra il prete e la sua psicoterapeuta, e fra lo stesso prete e un altro sacerdote.



In aula il parroco non ha ammesso le sue colpe, dicendosi comunque dispiaciuto per la famiglia del ragazzo.



Stando all'accusa - come riporta Il Mattino di Padova - in un pomeriggio di luglio del 2016, un 15enne era andato a pranzo dal parroco con il consenso dei genitori. Ma una volta finito di mangiare il sacerdote aveva chiesto al giovane di seguirlo in camera, toccandolo nelle parti intime dopo averlo disteso sul letto. E ci fermiamo qui.



Tornato a casa, il 15enne aveva raccontato tutto ai genitori. Da qui la denuncia ai carabinieri di Monselice e le successive indagini.



Don N, tra l'altro, è già stato condannato nel luglio scorso a 5 mesi di carcere. Nel corso delle perquisizioni, infatti, dal suo computer erano saltate fuori immagini pedopornografiche ([url"Leggi l'articolo"]http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/Veneto/materiale-pedopornografico-nel-pc-prete-condannato[/url]).



Ma quello che più colpisce in questa storia sono i contenuti delle intercettazioni, riportare dal Mattino. Ad esempio dove dice di avere "solo giocato" e che tutto "è stato naturale".




Per lui il pm ha chiesto come detto 3 anni e 4 mesi di carcere oltre all'interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e l’eventuale misura di sicurezza del divieto di avvicinamento a luoghi frequentati da minori.

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