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Il caso

Maestra fa sparire Gesù dalla canzone di Natale per non urtare i bimbi musulmani

L'incredibile storia da Riviera del Brenta. Ma ancora più incredibile è che una bimba di 10 anni si sia ribellata e con una petizione abbia costretto l'insegnante a fare marcia indietro

Maestra fa sparire Gesù dalla canzone di Natale per non urtare i bimbi musulmani

30/11/2018 - 23:47

Era quasi scontato che anche quest'anno il "caso" sarebbe arrivato: un insegnante molto zelante, diciamo così, che si inventa qualcosa per rendere il Natale una festa di tutti, compreso chi cristiano non è. 

Per qualcuno è integrazione, per altri un'offesa alla storia e alla tradizione. Il dibattito, come sempre, resta aperto.

Questa volta una maestra di Riviera del Brenta ha pensato bene di modificare la canzone di Natale insegnata a bambini per la recita scolastica in modo da non urtare la sensibilità dei bambini musulmani.

Insomma: ha cambiato la strofa facendo sparire il nome Gesù.

Credente o ateo che uno sia, che senso ha cantare il Natale ignorandone il significato?

Ad accorgersi di tutto, e qui sta il bello della vicenda (o il suo lato più triste), è stata un bimba di quinta elementare che si è ribellata e ha addirittura raccolto le firme per lasciare il testo originale.

La strofa originale dice: "Su, brindiamo! Festeggiamo! Questo è il giorno di Gesù". E la maestra il nome di Gesù l'ha semplicemente cancellato con un colpo di penna.


Una decisione che la piccola non ha preso di buon grado. E all'insaputa della madre, prima ha minacciato di scrivere personalmente una lettera di protesta alla preside, poi è passato alle vie di fatto raccogliendo le firme dei compagni di classe su una petizione per reintrodurre il nome di Gesù nella canzoncina original. Una petizione firmata da quasi tutti i compagni di classe. 

E le insegnanti alla fine si sono arrese e hanno accettato di mantenere la strofa su Gesù.

Il caso, raccontato dalla mamma, è diventato ben presto di dominio pubblico, al punto da catalizzare l'attenzione dei giornali.

“Che bella notizia apprendere che una bambina di 10 anni è riuscita da sola a vincere contro chi avrebbe voluto privarla del Natale.”, ha commentato l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan.

Poi l'affondo: “Mi chiedo quale terribile infanzia abbiano avuto coloro che, nati e cresciuti qui in Veneto o in Italia, non ricordino l’emozione provata da giovani nel fare il presepe in famiglia". 

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