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La storia

I vigili non riconoscono Banksy e lo cacciano dalla piazza

Il più osannato degli street-artist ha allestito un'installazione in piazza San Marco, a Venezia. E si è ripreso in un video per ironizzare sulla Biennale, che non lo ha invitato. La polizia locale ha cacciato lui e la sua opera (da milioni di euro).

La polizia locale non l'ha riconosciuto (difficile del resto, visto che il suo volto è "segreto") e non ha capito che quella esposta non era cianfrusaglia, come la gran gran parte delle cose intorno, ma un'installazione di Banksy , un'opera che qualsiasi collezionista pagherebbe a peso d'oro. 

E ha chiesto all'uomo, di cui nel video ovviamente non si vede il volto - di portarsi via la sua opera (un quadro scomposto), altrimenti sarebbero stati guai. 

Dopo qualche giorno (è successo lo scorso 9 maggio) è stato lo stesso Banksy a postare il video sul suo Instagram.

Si vede il suo arrivo, il montaggio dell'installazione "Venice in oil", e poi i vigili che lo mandano via perché senza permesso.

I due agenti hanno perso anche un'altra occasione storica: hanno cacciato Banksy senza chiedergli di esibire un documento, e dunque senza svelarne l'identità.  

In passato Banksy aveva già "colpito" a Venezia, dipendendo su di un muro un bambino naufrago, con giubbotto di salvataggio e una torcia in una mano.

Per la cronaca, le poche opere di Banksy "smontabili" vengono battute all'asta a cifre da capogiro. E se qualcuno si vede comparire un suo bozzetto sulla casa si affretta a farlo smontare con tutte le cautele e a metterlo sotto vetro, perché come minimo vale... milioni.

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