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“Il Veneto sarà la vostra fine”

“E’ stato un bene rompere con chi ci ha sempre ostacolato. E alle regionali vedrete come va a finire”

“Il Veneto sarà la vostra fine”

E’ stato un bene rompere con chi non vuole l'autonomia. E non me ne voglia Matteo Salvini, ma sono felice che sia finita l’esperienza di governo con i 5 Stelle. Ci siamo tolti un di mezzo chi non vuole l’autonomia e i veneti hanno capito bene che per ottenerla, dobbiamo essere dei leoni, di san Marco, non della Savana”. Anche nel “monolite” del Nord si apre qualche crepa. L’insoddisfazione per le politiche del governo giallo-verde, rimasta chiusa per un anno e mezzo nei palazzi del potere della locomotiva d’Italia, ma sulla cui esistenza c’erano pochi dubbi, non tarda a venire a galla. Nessuno strappo. Nessuna contestazione. Ma di certo i continui rinvii sull’Autonomia, cavallo di battaglia della Lega in Veneto e in Lombardia, al pari dei rinvii sulla Zes in Veneto, fortemente richiesta dal mondo economico veneto, o all’imposizione di un reddito di cittadinanza che no piace a nessuno, hanno lasciato più di uno stracico.

Da Padova l’assessore regionale allo Sviluppo economico - ed esponente di primissimo piano della Liga Veneta - Roberto Marcato, non usa mezze parole. Non è nel suo stile e nel suo modo di agire. Lui va giù dritto sull’obiettivo, come dice in una chiacchierata con il sito padovano di informazione padovaoggi.it. Le elezioni erano l’unica strada percorribile. Inutile dunque aggiungere che la nuova alleanza fra Pd e 5 Stelle proprio non la digerisce. “In Italia c’è bisogno di governi saldi, e invece qui stiamo parlando di gente che si considera avversari, questi tra loro si odiano”.

Ma è quando parla del tema caldissimo dell’Autonomia che Marcato spinge sull’acceleratore. “Ci siamo tolti un compagno di governo che non vuole l’autonomia. Va bene così”.

“I veneti hanno capito che noi dobbiamo essere leoni, di san Marco e non della savana, e lottare per ottenere finalmente l’autonomia. Per questo ci vedremo alle prossime elezioni regionali. Io l'avevo detto ai 5 Stelle: il Veneto sarà la vostra Stalingrado. E così sarà”.

Un parere in gran parte condiviso anche da un altro pezzo dal novanta del Carroccio, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: “Inutile nasconderlo: il mio timore maggiore è legato alle sorti dell'Autonomia, perché a sostenere questo nascente esecutivo ci sarebbero da una parte i grillini che hanno messo ostacoli alla riforma inventandosi cose indicibili, raccontando addirittura che avrebbe scatenato una guerra tra Nord e Sud, e dall'altra il Partito democratico che ha una visione centralista già bocciata al referendum ed è letteralmente spaccato in due, con Bonaccini che vuole l'Autonomia e Zingaretti che invece da governatore del Lazio ha sempre detto no".

Tornando in Veneto, il consigliere regionale di Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà, Stefano Casali è ancora puiù duro: “Gli anatemi e l’ipotesi di cestinare per sempre la bozza sull’autonomia veneta, lanciati da autorevoli esponenti di Pd e 5 Stelle sono dichiarazioni gravissime che da confermano come aveva ragione il governatore Zaia quando affermavano che il governo gialloverde non poteva più andare avanti a causa dei continui e scellerati ostruzionismi grillini su Tav, infrastrutture e per l’appunto sul tema dell’autonomia. Sconcertanti poi le dichiarazioni della deputata napoletana pentastellata Ruocco: ‘Buttiamo la bozza dell’autonomia nel cestino’... Tuttavia non ci rassegniamo e proseguiremo la nostra battaglia”.

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