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La storia

95enne armato di fucile resta asserragliato in casa per 16 ore

L'anziano, che in casa aveva ben tre fucili da caccia, si è arreso dopo ore e ore di trattativa con uno "specialista" dei carabinieri

La casa dell'anziano nella foto fornita dai carabinieri

E' rimasto asserragliato in casa la bellezza di 16 ore, armato di fucile.

E' stata la roccambolesca (e pericolosa) giornata di un 95enne di Tribano (proprio sul confine con il Polesine), che solo dopo una estenuante trattativa  si è arreso ai carabinieri. 

Tutto era iniziato nel pomeriggio di mercoledì (25 settembre) con una telefona alla figlia: "Mi uccido".  L'anziano, 95 anni, aveva a disposizione ben tre fucili da caccia. Carichi.

Tutto era iniziato - a quanto è dato sapere - per una lite familiare. La figlia, vista l'impossibilità di farlo uscire, ha contattato i carabinieri, che sono intervenuti insieme ai vigili del fuoco.

Ma anche per i militari raggiungere l'anziano è stato impossibile. Da qui, vista la presenza in casa di ben tre fucili, è partita la decisione di allertare uno dei negoziatori specializzati dell'Arma, che ha dato il via ad una lunga ed estenuante trattativa.

Dopo una notte e una mattinata di trattative l'anziano si è arreso e ha fatto entrare i carabinieri, la figlia e il medico di famiglia. E' stato poi sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio ed ora è ricoverato in ospedale.

In casa sono stati ritrovati tre fucili da caccia, due calibro otto e un calibro dodici. 

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