you reporter

sicurezza

“Più manganelli e meno galateo per le forze dell'ordine”, bufera su Zaia

Il ministro D’Incà: “Misuri le parole”. Ma in consiglio regionale arriva il sostegno di Rizzotto

“Più manganelli e meno galateo per le forze dell'ordine”, bufera su Zaia

22/10/2019 - 17:08

E’ polemica per le frasi pronunciate dal governatore veneto, Luca Zaia, sabato dal palco della manifestazione della Lega in piazza San Giovanni a Roma. “Bisogna togliere il galateo alle forze dell’ordine e ridare loro il manganello - ha detto Zaia -. Tutti abbiamo visto le scene in cui sono vittime di sputi, lanci di sassi e insulti. Sono lì, che tremano, e non possono fare niente. E’ scandaloso”. Alle sue parole ha replicato subito il ministro per i rapporti con il parlamento, Federico D’Incà: “Ricordo che in uno Stato di diritto ci sono solidarietà e collaborazione tra Stato e cittadini. Chi rappresenta le istituzioni deve misurare le parole e non fare propaganda”.

“Massima condivisione, parola per parola” è stata invece espressa dalla Capogruppo in Consiglio regionale veneto, Silvia Rizzotto (Zaia Presidente). “Luca Zaia - ha detto - ha espresso un pensiero reale e comune a tutto il popolo italiano: le nostre Forze dell’ordine lavorano in condizioni di totale incertezza; condizioni che si trovano ad affrontare con strumenti troppo spesso e troppo volentieri inadatti ed insufficienti. A quanto pare a sinistra qualcuno pensa di vivere nel paese delle fate e degli unicorni”. Per Rizzotto “è sotto gli occhi di tutti, ormai quasi tutti i giorni, l’aumento delle aggressioni e delle ritorsioni contro uomini e donne in divisa i quali, più che difendersi attivamente, devono quasi fare la parte degli spettatori annichiliti ed inermi. Addirittura siamo arrivati al punto che, se reagiscono e si difendono, applicando il proprio potere di autotutela, sono proprio i benpensanti di sinistra i primi a puntare il dito contro, mentre delinquenti di ogni genere, che non hanno rispetto della legge e delle istituzioni, vengono difesi, giustificati e quasi premiati”. Molto critico invece il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni: “Ieri Zaia invitava i leghisti a scendere in piazza per la rivoluzione, oggi invoca i manganelli della polizia. Parole pericolose e indegne di un rappresentante istituzionale a capo di una regione civile come il Veneto. Se non altro, però, ha fatto chiarezza: non esiste un “volto moderato” della Lega. Zaia - ha concluso - si prepara a candidarsi come successore di Salvini utilizzando gli stessi beceri slogan. Le sue frasi hanno raccolto immediato consenso tra i consiglieri di maggioranza che chiedono pugno di ferro e confermano una cultura pericolosa per la democrazia”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl