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“Autonomia, basta girarci intorno”

Il ministro Boccia porta il suo disegno di legge in maggioranza. “Adesso non medio più”

“Autonomia, basta girarci intorno”

17/12/2019 - 11:32

Ieri sera, per la milionesima volta, il tema dell’Autonomia è stato inserito all’ordine del giorno di una vertice di maggioranza (non è la prima volta dell’esecutivo giallorosso, mentre per quello gialloverde era quasi una consuetudine).

Ad annunciarlo è stato il ministro per le Regione, Francesco Boccia, che un progetto ce l’ha da tempo, e non solo nel cassetto, visto che l’ha ritoccato e rammendato con pazienza certosina. Che arrivi in discussione, però, è tutt’altro argomento, visto che il tema autonomia sarà preceduto da un confronto sulla giustizia e affiancato da un dibattito sulla Banca per gli investimenti al Sud).

Boccia però non demorde. “Ho detto fin dall’inizio di questo percorso sulla ricostruzione della fiducia reciproca tra i diversi livelli ostituzionali sull’attuazione dell’Autonomia differenziata che sarei stato ghandiano e non avrei accettato provocazioni tra fazioni. Dopo tre mesi di lavoro, e dopo avere visitato l’Italia da nord a sud passando per le isole, devo ringraziare tutte le regioni e l’intero sistema degli enti locali per il grande senso di responsabilità. E difenderò fino in fondo questo spiraglio di fiducia ritrovata”. E per dirlo, prima di scendere a Roma per il vertice, ha scelto un posto più che simbolico: il municipio di Pontida, nella bergamasca. Ovvero la “casa” della Padania.

Poi, di fronte allo scetticismo di alcuni convitati, ha alzato il tiro: “Ho detto che sono stato ghandiano fino ad oggi, ma non ho nessuna intenzione di trascorrere i prossimi mesi avendo lo stesso atteggiamento paziente con i partiti di maggioranza: ho raccolto le loro sollecitazioni, le ho recepite fin dove è stati possibile, ora tutti conoscono tutto e tocca al parlamento dire la parola finale. Ma senza perdere tempo perché significherebbe tenere il Paese con i gravi problemi di oggi e con la Costituzione inattuata... Io non faccio riforme a colpi di maggioranza, non faccio riforme degli uni contro gli altri. Chi governa con noi (intesi cone gli alleati del Pd, fra cui i riottosi grillini Ndr) deve sapere che è un dovere assumersi ogni giorno le responsabilità di affrontare i problemi senza mai sfuggire o, peggio ancora, per inseguire la propaganda. Fino a quando saremo messi in grado di risolvere i problemi lo faremo viceversa non resteremo un minuto in più. Sull’autonomia ora la parola spetta al parlamento e il governo e la maggioranza devono decidere quando dargliela”.

Il primo fuoco di fila contro il Disegno di legge Boccia, che è già una mediazione della mediazione, è arrivato a stretto giro da parte della Cgil, in particolare sul tema della scuola. “Scuola e istruzione per il loro rilievo simbolico rappresentativo dell’unità culturale del Paese e per la funzione strategica di trasmissione della cultura nazionale, in nessun aspetto possono essere devolute alle potestà regionali. Il fatto stesso che le Regioni richiedenti continuino a pretendere poteri anche su aspetti quali il diritto allo studio e l’istruzione prova quanto vi sia di “non detto” e di opaco nel processo devolutivo che si vuole avviare”.

E vista così, sembra solo l’inizio...

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