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Coronavirus, cresce l'allarme: i primi due contagi a Milano città

Il virus è arrivato anche in una grande città, dove i controlli e la prevenzione sono molto più difficili

Coronavirus, cresce l'allarme: i primi due contagi a Milano città

Quello che più si temeva, si è verificato. A meno di 48 ore dalla scoperta del primo contagio da Coronavirus, con il numero dei contagiati che è salito a quota 60 (47 in Lombardia, 12 in Veneto ed uno in Piemonte) e con i primi due decessi (il 78enne di Vo' Euganeo (leggi l'articolo) ed una donna di 75 anni di di Casalpusterlengo), la malattia è arrivata in una grande città.

Nella serata di oggi (sabato 22 febbraio) òa Regione Lombardia ha confermato i primi due casi a Milano.

E anche per questo sale la preoccupazione tra i cittadini, invitati a rimanere a casa nelle aree interessate, oramai vere e proprie "zone rosse".

In Lombardia, dalla zona di Codogno i contagi si sono allargati al Pavese, dove si sono ammalati due medici di Pieve Porto Morone, un comune vicino alla provincia di Lodi. I due medici sono marito e moglie. Lui è medico di base a Pieve Porto Morone (Pavia) e Chignolo Po (Pavia), mentre la moglie  è una pediatra che lavora nella zona di Codogno (Lodi).

Confermati, come detto, due casi a Milano: un particolare che allarma non poco le autorità sanitarie.

Si tratta di un 78enne ricoverato da una settimana al San Raffaele e di un 71enne che si è presentato spontaneamente all'ospedale di Vizzolo Predabissi a causa di sintomi influenzali. A loro va aggiunto un caso di contagio a Torino:  un uomo di 40 anni che ha avuto contatti con i casi in Lombardia.

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