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Zaia rilancia: “Ora l’autonomia”

L’affondo: “L’unico modo per uscire dal Medioevo è ridurre al minimo le catene decisionali”

Zaia rilancia: “Ora l’autonomia”

Luca Zaia rilancia il tema dell’autonomia regionale. E lo fa forte dell’ottima prova data dal Veneto nella gestione dell’emergenza sanitaria. E dire che, proprio all’inizio della battaglia contro il coronavirus, qualcuno dalla coalizione di governo (Andrea Orlando del Pd e il grillino Vito Crimi) aveva persino proposto di riportare le competenze sulla sanità nelle mani del governo centrale, sottraendole alle Regioni.

“Una proposta non sostenibile”, è tornato a dire - a virus ormai neutralizzato, almeno nel Veneto - il governatore Luca Zaia, intervistato da Salvo Sottile durante una puntata di “Mi manda Raitre”, poche mattine fa. E lo ha detto citando il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, “che nel 1948 presentando la Costituzione disse: a ognuno dovremo dare l’autonomia che si spetta. A Roma, oggi, qualcuno vede l’autonomia e il federalismo come una sottrazione di potere, noi invece vediamo questo tema come un’assunzione di responsabilità. E lo abbiamo pienamente dimostrato proprio nel modo in cui abbiamo affrontato l’emergenza coronavirus”. Zaia ha quindi sottolineato che “ci sono state Regioni che proprio in virtù dell’autonomia hanno gestito questa partita in maniera assolutamente eccezionale. Questo paese, per uscire dal Medioevo e dal torpore in cui si è infilato deve guardare alla modernità: l’autonomia e il federalismo esistono già nei Paesi di riferimento a livello mondiale, come sono la Germania e gli Stati Uniti; Paesi, guarda caso, in cui vanno i nostri giovani quando decidono di lasciare l’Italia. I nostri ragazzi non vanno certo in Paesi sfigati, con un centralismo estremo, ma dove le catene decisionali si riducono al minimo”.

Un modo, insomma, per tornare ad accelerare sul tema dell’autonomia del Veneto, che era stato il pilastro portante del mandato da governatore di Zaia, in questi cinque anni, prima che l’emergenza coronavirus prendesse il sopravvento e spingesse - giocoforza - a mettere da parte ogni altra cosa. Ora che dalla battaglia contro il contagio Zaia è uscito da trionfatore, affermandosi a livello nazionale come il politico che meglio di tutti ha saputo gestire questo delicato momento, si torna alla carica: al centro - anche in vista delle prossime elezioni regionali, che il governo pare intenzionato a fissare a settembre ma che Zaia vorrebbe celebrare già a luglio - proprio il braccio di ferro con il governo per ottenere la più ampia autonomia possibile.

E a proposito, Zaia - sempre dagli schermi di Rai 3 - ha lodato anche il modo in cui in Veneto è stata gestita da cassa integrazione in deroga: “Ormai - le sue parole - una posizione su due è stata pagata, e entro la fine del mese saranno pagate tutte. In Veneto siamo stati efficienti, grazie anche all’Inps regionale con cui abbiamo lavorato bene. Noi abbiamo evaso fin da subito le nostre pratiche, ma la macchina non ha funzionato allo stesso modo in tutta Italia”.

Non è mancato, poi, un passaggio sul turismo: “Non è accettabile che in un mondo globale, libero e democratico si creino dei corridoi particolari tra nazioni. Noi siamo stati quelli che per primi hanno dovuto fare i conti con Covid, ma siamo stati anche quelli che lo hanno affrontato in maniera più energica. Spendiamo questo aspetto: non possiamo essere trattati da appestati d’Europa”.

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