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PORTO TOLLE

"Una uscita infelice, così rischia di scoraggiare gli investitori"

L'assessore Cristiano Corazzari risponde alle critiche di del consigliere Graziano Azzalin sull'ex centrale Enel di Porto Tolle

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La centrale Enel di Polesine Camerini

“Il nuovo piano territoriale regionale di coordinamento è un piano ricognitivo, che fotografa il percorso urbanistico del Veneto in chiave storica e organizza la pianificazione di settore in modo flessibile, aperto agli sviluppi futuri. Se gli esponenti del Pd si fossero presi la briga di capire la nuova filosofia del Ptrc 2020,  non sarebbero incorsi in questo errore madornale, che rischia di far perdere opportunità di sviluppo al delta del Po”. L’assessore regionale all’Urbanistica e al territorio ribatte punto su punto alle accuse mosse ieri in Consiglio dal consigliere del Pd Graziano Azzalin in merito all’ex centrale Enel di Polesine Camerini, in via di dismissione, ma ancora presente nella cartografia di piano.

 “Il consigliere Azzalin può tranquillamente archiviare la ‘matita rossa’ oppure, se preferisce, usarla per evidenziare il proprio errore quando ha parlato di ‘contraddizione’ nella programmazione regionale – dichiara Corazzari – Nessuna ‘contraddizione’, il nuovo Ptrc è un piano-cornice, che inquadra e sovraordina una ventina di piani di settore specifici: da quello per la mobilità e trasporti, a quello per il turismo, da quello per l’agricoltura a quello per l’energia. E’ il piano per l’energia che, nel dettagliare la situazione esistente nel territorio veneto, indica la presenza della centrale Enel di Porto Tolle, ancora esistente e attualmente in via di dismissione. Non appena il comune di Porto Tolle modificherà la pianificazione d’area, recependo i progetti di trasformazione turistica presentati da nuovi investitori, sarà possibile aggiornare  il piano per l’energia e adeguare di conseguenza il Ptrc. Noi siamo per una programmazione flessibile, che nasce dal basso e in collaborazione con gli enti locali, e non da piani dirigistici calati dall’alto che nascono già vecchi e finirebbero per ingessare il Veneto”.

“Trovo irresponsabile l’uscita strumentale di Azzalin e del Pd – replica Corazzari -  perché rischia, questa sì, di scoraggiare gli investitori e di far perdere  opportunità di sviluppo al Delta del Po.  Sappiano, invece, i polesani che sul futuro del sito produttivo di Polesine Camerini e delle aree contigue di Porto Tolle la Regione ha istituito da tempo un tavolo tecnico, composto da Comune e dalle direzioni della Regione Veneto.,  che sta già elaborando le strategie di rilancio turistico del delta del Po anche dal punto di vista della pianificazione urbanistica”.

“La trasformazione della centrale e della vocazione urbanistica dell’area impone, infatti -  sottolinea l’assessore polesano - un’attenta valutazione sulle implicazioni ambientali e paesaggistiche che l’azione di riconversione determinerà sulla qualità dei suoli e dei caratteri paesaggistici, ma anche sulla realtà socio-economica, del contesto locale e, più in generale, regionale”. 

“Il punto di forza del Ptrc 2020, rispetto a quello approvato 28 anni fa – conclude Corazzari - sta proprio in questo: nell’essere uno strumento aperto e dinamico che, in modo veloce, potrà accogliere modifiche e nuovi progetti che nascono ‘dal basso’ coordinandosi con la strategie generale d’insieme di un Veneto sostenibile e dinamico. Questo PTRC, ed in questo sta la natura fortemente innovativa del piano, vuole tenere fede al suo nome  ed essere davvero un piano territoriale regionale di coordinamento, capace di accompagnare l’evoluzione delle politiche e delle situazioni reali”.

 

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