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Mamma positiva partorisce in anticipo per salvare la figlia

I medici dell’ospedale dell’Angelo si sono presi cura di madre e figlia: ora sono a casa e stanno bene.

Mamma positiva partorisce in anticipo per salvare la figlia

23/04/2021 - 12:36

Mamma con il Covid partorisce in anticipo per salvare la piccola. Ora è guarita, e stanno bene tutte e due! 

Il fiato in perdita, il Covid nei polmoni, il cesareo d'urgenza, il primo vagito, uno sguardo al fagottino in mano al ginecologo. Poi mamma Camilla in rianimazione e Penelope in patologia neonatale, negativa anche se prematura, nata in anticipo per per tentare di salvare la madre dalla polmonite interstiziale severa.

Da quel giovedì 25 marzo, le dividono quindici giorni, dieci tamponi, cinque ausili respiratori, sei specialità mediche, decine di sanitari, quattro piani e quattro reparti dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. In quarantena in casa a Murano, il 14 marzo anche papà Piero Zane è positivo, contagiato dalla moglie Camilla Gnata. Dopo qualche giorno la febbre della futura mamma sale e la situazione peggiora. Il 25 marzo Camilla è già in un letto del maxi reparto Covid dell’ospedale mestrino dell’Angelo con una diagnosi di polmonite grave da Coronavirus quando, tossendo, sente per la prima volta dolori forti al ventre.

La polmonite si è aggravata. Mamma Camilla, per superare la notte, deve entrare in terapia intensiva. Ma prima bisogna far nascere Penelope, con cesareo, anche se prematura. Dalla sala parto, Camilla in barella prende la via della rianimazione, Penelope in termoculla quella della patologia neonatale.

Alle 6.30 mamma Camilla supera la notte più lunga della sua vita. Da lì riprende fiato e risale dalla terapia intensiva alla subintensiva e di nuovo al maxi reparto Covid. In una sola settimana arriva alle dimissioni. Torna a casa a Murano, ancora positiva in isolamento. Non può vedere la figlia Penelope che resta in ospedale, ma i sanitari le inviano foto e video della piccola, mattina e sera.

La bimba fa dei miglioramenti, ma la vicinanza della madre può essere determinante nel percorso di cura. In accordo con mamma Camilla, i medici decidono allora di farla tornare all’ospedale dell’Angelo, ricoverandola in una stanza di pediatria assieme alla figlia Penelope, in isolamento, affinché possano finalmente stare insieme.

Venerdì 9 aprile nella stanza delle api di pediatria Camilla stringe Penelope per la prima volta e piange per un giorno intero.
Mamma Camilla si negativizza. Penelope migliora a vista d'occhio. Una gioia condivisa con i medici, gli infermieri e i sanitari che li hanno seguiti in questa esperienza: terapia intensiva, ginecologia, medicina, pneumologia, pediatria e patologia neonatale.

Sette giorni dopo le dimissioni, Camilla è completamente guarita. Penelope è sana e normopeso. Niente respiratore e nessun sondino nasogastrico. Penelope, Camilla e Piero adesso sono nella loro casa a Murano.

"Non c’è lieto fine che possa fare più felice un ospedale e un'azienda sanitaria - commenta Luca Zaia - Un abbraccio a questa famiglia, che ha combattuto per essere felice e adesso si merita di godersi la loro nuova vita".

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