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Eletto con le schede taroccate, ma il Senato lo salva

Il caso del senatore Cario (eletto in Argentina). "Gente d'Italia", il quotidiano degli italiani all'estero però non ci sta, e lancia una grande petizione

Il senatore  Adriano Cario

Adriano Cario

16/11/2021 - 15:44

Sta creando clamore, e tanto malumore, la vicenda del senatore Adriano Cario, imprenditore di origine calabrese eletto in Argentina e membro in Senato della componente Maie (i responsabili nati per dare appoggio al governo Conte) del gruppo Misto. Su di lui si è infatti abbattuta l’inchiesta della Procura di Roma – con tanto di consulenza tecnica -  ha stabilito che siano taroccate almeno 2mila 140 schede riportanti il suo nome.

L'esame calligrafico non lascia dubbi: le preferenze sono state scritte dalla stessa persona. E in cinque sezione su 23 si è toccato il 100% dei casi.

Un pasticcio enorme, a voler essere generosi, che solleva ombre sulle modalità con cui vengono celebrate le elezioni degli italiani all'estero (sotto inchiesta - per lo stesso tipo di brogli - è anche un eletto alla Camera, Eugenio Sangregorio).

Ma nonostante l’evidenza dei brogli la giunta per le elezioni di Palazzo Madama ha salvato il seggio del senatore Cario. L'ex grillino Gregorio De Falco, membro della giunta, ha parlato di voti a favore della convalida da parte di "qualche esponente di Lega e Forza Italia e soprattutto 5Stelle".

Le motivazioni? Soprattutto il mancato rispetto dei termini per il ricorso da parte di Porta. A questo punto la palla potrebbe passare all’aula che – se chiamata in causa – dovrà esprimersi con il voto segreto.

Sul tema si stanno facendo sentire anche gli italiani all’estero, che a rimanere coinvolti in questa vicenda proprio non ci stanno.

Un appello al Senato “per la legalitá del voto all’estero e la dignità di tutti gli italiani nel mondo” è stato lanciato dai nostri colleghi di “La Gente d’Italia”, “La Gente d'Italia – Cronache degli italiani dal mondo”, quotidiano di riferimento  per gli italiani all’estero, soprattutto in Sud America.

Siamo cittadini italiani indignati per la decisione della Giunta per le elezioni del Senato di convalidare l’elezione di un Senatore avvenuta grazie a un broglio elettorale confermato dalle indagini della Magistratura italiana (nonché dai lavori della stessa Giunta).

La Giunta – si legge nella petizione e negli articoli del quotidiano - si era infatti espressa all’unanimità a favore della procedura di contestazione dell’elezione del Senatore Adriano Cario, avvenuta nel 2018 sotto il pesantissimo sospetto di brogli elettorali…

Con una decisione inspiegabile, che contraddice l’evidenza e sostanzialmente legittima la possibilità di realizzare brogli ripetuti e sistematici nel corso dell’elezione dei parlamentari eletti all’estero, la Giunta ha contraddetto sé stessa convalidando l’elezione del senatore Cario e dando quindi un inquietante segnale di impunità nei confronti di questo reato e della sua probabile ripetizione alle prossime elezioni”.

Da qui l’appello: “Noi, italiani onesti che vivono all’estero (e in Italia) e che vogliono ancora continuare a credere nelle istituzioni parlamentari e nella legalità del voto, che deve continuare ad essere ‘personale, eguale, libero e segreto’ non possiamo accettare che il Parlamento italiano confermi questa decisione sbagliata e pericolosa.

Da tutto il mondo dell’associazionismo italiano, dai dirigenti e dai militanti di tutti i partiti politici, da chi volontariamente lavora ogni giorno negli organismi democratici di rappresentanza degli italiani all’estero inviamo un accorato appello affinché i senatori della Repubblica italiana votino secondo la loro coscienza, prendendo visione completa dei fatti e cancellando una richiesta di convalida che avrebbe come conseguenza l’inesorabile e ingloriosa fine del voto all’estero e – più in generale – di anni di politiche a favore delle nostre grandi collettività italiane nel mondo”.

Quella de "La gente d'Italia" si annuncia come una battaglia lunga e difficile e dura. Di quelle che fanno la storia, principalmente delle comunità. Grazie ai giornali (e non è male sottolinearlo).

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