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INFLUENZA AVIARIA

Dopo la catastrofe, aiuti e ripartenza

Primi timidi segnali di ripresa e ristori per il Polesine

Dopo la catastrofe, aiuti e ripartenza

07/01/2022 - 09:49

Aviaria, si comincia a vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Il ministero della Salute ha dato il via libera, dopo oltre due mesi di stop, alla ripartenza degli accasamenti di polli e tacchini nelle zone a medio rischio, in area verde, con alcune prescrizioni da seguire data la situazione epidemiologica ancora delicata. Le disposizioni riguardano gli allevamenti di una parte dei territori del Padovano, del Vicentino, del Veneziano e del Polesine. Restano bloccate le aziende avicole del Veronese, che si trovano nell’area rossa ad altissimo rischio e in quella arancione ad alto rischio.

“Ringraziamo il ministero per aver accolto la nostra richiesta di poter ricominciare a produrre - sottolinea Simone Menesello, presidente della sezione avicola nazionale di Confagricoltura e titolare di un’azienda avicola a Lozzo Atestino, nel Padovano - Siamo fiduciosi in una ripartenza, anche se sarà lenta, graduale e andrà gestita con oculatezza, sperando che il peggio sia alle spalle. A livello regionale la diffusione del virus sta rallentando. I dirigenti regionali della sanità hanno espresso la volontà di svuotare completamente, entro il 15 gennaio, gli allevamenti di broiler e tacchini presenti nelle aree colpite dall’epidemia. Nel frattempo, nella riunione con i ministeri della Salute e dell’Agricoltura che si è svolta nei giorni scorsi, ci è stato comunicato che sono state avviate le procedure per il riconoscimento dei danni diretti e indiretti subiti dagli allevatori. Confagricoltura Veneto, insieme a Cia e Coldiretti, ha chiesto inoltre alla Regione di dichiarare lo stato di calamità sulla base del decreto legislativo 102/104, in modo da attivare tutti gli strumenti di sostegno possibili”.

Nelle aree di rischio medio e densità bassa gli accasamenti possono avvenire mediante l’invio, da parte delle filiere o degli allevatori, di una programmazione ai Servizi Veterinari territorialmente competenti. Nelle aree di rischio medio, ma a densità media e alta, per dare il via all’accasamento serve il parere favorevole della Regione a seguito di presentazione di una programmazione che deve rispettare una distanza minima di 1.100 metri tra allevamenti di tacchini da carne e broiler e 1.500 metri tra allevamenti di galline ovaiole.

Per quanto riguarda la provincia di Verona l’orizzonte è più cupo. “Dobbiamo restare ancora fermi in attesa di nuove disposizioni ministeriali – spiega Diego Zoccante, vicepresidente della sezione avicola regionale e presidente di quella scaligera -. Il nostro territorio è tutto in zona rossa, anche quello che non ha avuto focolai, come la Lessinia, in quanto possiede la più alta concentrazione di allevamenti avicoli”.

In attesa del risarcimento dei danni, Confagricoltura ha chiesto intanto di attivare forme di ristoro come il rinvio dei pagamenti fiscali e previdenziali, l’attivazione della moratoria sulle rate dei mutui, garanzie pubbliche sul credito e poi anche forme di anticipazione degli importi spettanti per il ristoro per danni indiretti alle imprese toccate dalla epidemia. Il tutto anche attivando il fondo di 30 milioni di euro dedicato al settore con la legge di bilancio 2022.

L’elenco dei Comuni polesani dell’area verde di medio rischio (comprensivo di quelli sia a densità bassa, che a densità media e alta), dove potranno ripartire gli accasamenti di polli e tacchini: Adria, Ariano nel Polesine, Arquà Polesine, Badia Polesine, Bagnolo di Po, Bergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Ficarolo, Gaiba, Giacciano con Baruchella, Loreo, Melara, Occhiobello, Rosolina, Salara, Stienta. In provincia di Venezia ci sono anche Cavarzere e Chioggia.

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