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Prezzi assurdi, gli agricoltori annaspano

Anche la produzione primaverile dei vivai potrebbe subire un pesante contraccolpo

Prezzi assurdi, gli agricoltori annaspano

14/01/2022 - 10:35

Il balzo dei beni energetici si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi di produzione non compensati da prezzi di vendita adeguati.

E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che il caro bollette colpisce sia le attività agricole ma anche la trasformazione, la distribuzione ed i trasporti. Per le operazioni colturali “gli agricoltori - spiega la Coldiretti - sono stati costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione. Inoltre - continua Coldiretti - l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%), il fosfato biammonico Dap raddoppiato (+100%) da 350 a 700 euro a tonnellata, mentre prodotti di estrazione come il perfosfato minerale registrano +65%. Non si sottraggono ai rincari anche i fertilizzanti a base di azoto, fosforo e potassio che subiscono anch’essi una forte impennata (+60%).

L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne. E’ allarme tra i 1.500 florovivaisti regionali che occupano 740 ettari dedicati alla produzione di fiori e piante. Nonostante il calo strutturale, il cui valore è di circa 210 milioni di euro con un patrimonio di 1,5 miliardi di piantine, il settore aveva saputo riprendersi dal calo imposto dalle restrizioni Covid, adattando anche l’organizzazione aziendale alla vendita on line con maggiori servizi di consegna a domicilio.

"L’incremento del costo dell’energia elettrica e del gas si fa sentire sull’attività - commenta Coldiretti Veneto - non per il riscaldamento, anche sulle lavorazioni in vivaio, per l’approvvigionamento di fertilizzanti e concimi, fino agli imballaggi e ai vasi per i fiori. Gli operatori del comparto sono preoccupati per la produzione primaverile, che mette a rischio anche le eccellenze e i prodotti più richiesti, come i ciclamini, i lilium o il ranuncolo".

"Il rincaro dell’energia - continua la Coldiretti - si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi”.

“Serve - conclude la Coldiretti - responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

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