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Ambiente

Varato il nuovo piano faunistico regionale

Novità in arrivo per la caccia. La soddisfazione dell'assessore regionale Cristiano Corazzari

Cristiano Corazzari

Cristiano Corazzari, assessore alla Caccia della Regione Veneto

20/01/2022 - 17:10

La Regione ha approvato il nuovo piano faunistico venatorio, valido fino al 2027.

E l’assessore regionale Cristiano Corazzari canta vittoria: “Siamo arrivati a questo traguardo dopo un lungo, ampio e articolato iter procedurale e procedimentale, che ci ha visti tutti, ciascuno rispetto al proprio ruolo, impegnati a concretizzare questo importante risultato”. Corazzari ha voluto poi ricordare anche il ruolo avuto, in questo percorso, dai rappresentanti delle associazioni agricole e ambientaliste e venatorie che hanno messo a disposizione indicazioni, proposte e suggerimenti e tutti coloro che durante la fase di pubblicazione del piano a fini Vas hanno voluto portare il proprio contributo con poco meno di 200 osservazioni complessive.

“Il piano costituisce un documento di programmazione unico, fortemente orientato all’innovazione e attento alle prescrizioni di carattere ambientale e agli aspetti di confronto e interlocuzione tra i diversi soggetti portatori di interesse - prosegue Corazzari - è il primo piano faunistico venatorio per il Veneto dopo la riforma del ‘sistema province’, voluta da una norma approssimativa come la Delrio e poi lasciata a se stessa dal governo. Ciò nonostante, abbiamo voluto porre rimedio a questa situazione con le leggi regionali (nel 2015, 2016 e 2018), con l’obiettivo di mantenere, se pur con una diversa formulazione amministrativa, adeguati livelli di efficienza ed efficacia nei confronti dell’utenza e dei portatori di interesse, anche di coloro che sono convinti che l’abolizione della caccia sia la soluzione di tutto”.

Scendendo negli aspetti tecnici del piano, Corazzari spiega che “abbiamo voluto mantenere, per ciascun territorio provinciale, una sede territoriale regionale di presidio delle diverse funzioni, di erogazione di servizi all’utenza e di stretto collegamento con le attività di vigilanza e controllo attraverso lo sviluppo di un sistema convenzionale tra Regione, Province e Città metropolitana. Su questa base è stato realizzato un processo di revisione dei percorsi e dei processi amministrativi per fare in modo che la decisione di rilievo territoriale sia assunta allo stesso livello amministrativo, con un ruolo di indirizzo e coordinamento interprovinciale da parte delle direzioni regionali centrali”.

“Altro elemento di rilievo - prosegue l’assessore - è stato l’impegno profuso nell’analisi territoriale finalizzata a definire un’immagine attuale del territorio agrosilvopastorale, in considerazione dello sviluppo e dell’influenza che possono avere i nuovi insediamenti urbani e produttivi e le nuove reti infrastrutturali rispetto alle esigenze di tutela delle componenti faunistiche..."i.

“Con questo piano si mettono a regime per la prima volta, ciascuna con le proprie specificità, alcune criticità legate alla fauna selvatica che caratterizzano il nostro territorio: lupo e grandi carnivori da un lato e cinghiale dall’altro. Da un lato promuovendo l’integrazione con altri strumenti programmatori regionali, dall’altro promuovendo le attività di controllo del cinghiale, specie che come sappiamo può rappresentare fonte di danno anche agli habitat tutelati da Natura 2000 e più di recente, purtroppo, come elemento di concorso attivo nel contrasto al possibile ingresso della peste suina africana nel nostro territorio”.

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