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LA RIFORMA

In pensione a 63 anni? Il Governo ci prova

E' allo studio un meccanismo per consentire una uscita anticipata dal mondo del lavoro

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Anziani

10/05/2022 - 10:14

Il Governo sta lavorando alla riforma delle pensioni, per evitare che dal primo gennaio prossimo, una volta che sarà scaduta la cosiddetta "Quota 41", si possa tornare alla Fornero, ipotesi che, al momento, non viene appunto presa in considerazione.

Una delle ipotesi forti che vengono valutate è quella di un meccanismo che possa consentire una pensione anticipata, quindi prima dei 67 anni, per quanti lo desiderino, a patto di essere in possesso di determinati requisiti.

Il meccanismo della “pensione a due tempi“ prevede che una parte della pensione, quella contributiva, venga erogata prima dei 67 anni. Mentre la seconda parte, la quota retributiva, venga integrata quando si saranno raggiunti i requisiti stabiliti per la pensione di vecchiaia

Per accedere alla “pensione a due tempi“, secondo le ipotesi sul tavolo, bisognerà aver compiuto 63 o 64 anni: da quest’età si potrà scegliere di lasciare il lavoro e usufruire di questa opzione, per poi ricevere la pensione piena al compimento dei 67 anni. Non sarà, quindi, una strada obbligata ma una possibilità

Ma, stando alle ipotesi di cui si discute, ci sarebbe anche un altro requisito oltre a quello dell’età: bisogna essere in possesso di almeno 20 anni di contributi versati allo Stato e aver maturato una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Un modo per circoscrivere la platea di chi potrà usufruire di questa opzione ed evitare assegni bassi.

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